“Rinascere. È la prospettiva, bellissima e impegnativa per tutti, che accompagna questo ricordo doloroso del terremoto, della morte e della distruzione che ha causato”. Lo ha affermato il card. Matteo Zuppi, presidente della Cei, nell’omelia pronunciata oggi ad Arquata del Tronto, nell’area Sae di Pescara del Tronto, in occasione del decimo anniversario del sisma che colpì il Centro Italia. “Il cristiano spera, non è un ottimista. Crede nella Provvidenza, non è fatalista e quindi lotta con tutto se stesso e combatte la rassegnazione”, ha sottolineato il cardinale, indicando nella rassegnazione un “sottile veleno” che rende tutto “impossibile, inutile o troppo difficile”. “Vogliamo rinascere – ha ribadito – anche per onorare chi non c’è più, perché qui ci sono le radici e conservarle richiede diano nuovi frutti. E quanti germogli che proprio per questo vanno aiutati!” Richiamando le ferite ancora aperte della tragedia, le promesse non mantenute e i ritardi nella ricostruzione, Zuppi ha ricordato anche il “terremoto silenzioso” dello spopolamento e dell’invecchiamento delle aree interne. “Gesù, a lui e a noi, propone di rinascere nello Spirito e ci dona il vento del suo amore, forza che spazza la nebbia della rassegnazione”, ha concluso il presidente della Cei, ripetendo l’appello a “rinascere” per onorare le vittime e dare futuro ai territori colpiti dal sisma.