Migranti nel Mediterraneo: Scalettari (ResQ – People Saving People), “chi è in pericolo va soccorso e salvato senza distinzioni”

“Questa surreale diatriba fra Italia e Germania su ‘chi deve restituire migranti a chi’ impone di porre alcuni punti fermi. Innanzitutto, le persone soccorse dalle navi umanitarie sono naufraghe migranti, non clandestini né irregolari. Quando sono stati messi in salvo in Italia è perché avevano bisogno immediato di essere soccorsi e posti in salvo in un luogo sicuro. Annoverarli genericamente nel numero dei migranti che giungono in Europa è strumentalizzazione politica, ed è raccontare il falso”. Lo ha dichiarato Luciano Scalettari, presidente della ong ResQ – People Saving People.
“Chi viola le normative (la legge del mare e gli accordi internazionali) sono i Governi europei che si affacciano sul Mediterraneo, non le ong né la Germania. Questi Paesi – Italia, Spagna, Francia ecc. – hanno sottoscritto accordi e impegni finalizzati ad assicurare a chiunque il soccorso in caso di pericolo durante la navigazione. Le navi della Flotta civile intervengono per supplire alla negligenza e all’inazione degli Stati”, ha denunciato Scalettari.
“Noi, come organizzazioni europee ma senza la bandiera della Germania sulla nave, esprimiamo la più totale solidarietà alle ong e alle associazioni tedesche sorelle, che da anni si stanno impegnando a ridurre il numero di vittime nel Mediterraneo e condanniamo le speculazioni di cui sono oggetto. Non solo consideriamo intollerabile che si accusino le organizzazioni umanitarie che operano in mare, ma ribaltiamo l’accusa su chi dovrebbe garantire i soccorsi e non lo fa. In secondo luogo, in quanto organizzazioni di soccorso e assistenza ai naufraghi migranti, siamo nati e operiamo a difesa della vita e dei diritti fondamentali di tutti gli esseri umani, perché per noi vale il principio indiscutibile che chi è pericolo va soccorso e salvato, senza distinzione alcuna. Nel Mediterraneo hanno perso la vita dal 2014 oltre 33.000 persone, e in questa parte del 2026 più di 850 vittime accertate. La quasi totalità di queste vite umane avrebbe potuto essere salvata se l’Europa avesse fatto il proprio dovere. L’unica ‘compensazione’ che va messa in atto e quella di correre ai ripari per fare in modo che questo stillicidio di vite umane finisca immediatamente”, ha concluso il presidente.

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