Papa a Lampedusa: benedirà Leonardo, adottato dopo un tragico viaggio nel Mediterraneo e studente del Gonzaga Campus

Sarà anche la storia di Leonardo, ragazzo arrivato a Lampedusa nel 2016 su un barcone dopo aver perso la madre durante la traversata, al centro della visita di Papa Leone XIV nell’isola, domani 4 luglio. Durante la celebrazione eucaristica nella chiesa della Madonna di Porto Salvo, il Pontefice benedirà il giovane, oggi studente del Gonzaga Campus di Palermo, insieme a Maria, la prima bambina nata a Lampedusa dopo 51 anni. Un gesto dal forte valore simbolico che richiama il significato del viaggio papale, dedicato all’accoglienza e alla dignità delle persone migranti. Leonardo fu accolto e successivamente adottato da Marilena Poderati, vicedirettrice del Gonzaga Campus, e dal marito Walter. “Leonardo è arrivato sull’Isola in una notte di giugno 2016, su un barcone, stretto a sua madre che purtroppo era morta – ha raccontato Marilena Poderati, mamma di Leonardo e vicedirettrice del Gonzaga Campus –. L’adozione non ha cancellato Lampedusa, l’ha resa parte di noi. Raccontare tutto questo non è facile ma lo facciamo perché la nostra vuole essere una testimonianza positiva e di speranza. Una storia che dice che l’accoglienza vera cambia le vite, che il male non ha l’ultima parola, che una comunità può fare la differenza. Per questo, ogni anno portiamo nell’Isola i giovani del Gonzaga. Li portiamo a Lampedusa per far vedere loro il bene che viene fatto. Lampedusa ci ricorda che la speranza, se condivisa, non finisce mai”.
Ogni anno il Gonzaga accompagna i propri studenti sull’isola con il campo educativo “Restiamo Umani”, dedicato ai temi dell’ecologia integrale, delle migrazioni e della cura del creato. All’ultima edizione hanno partecipato 47 studenti insieme a giovani provenienti dalla Romania nell’ambito di un gemellaggio Erasmus. Per il direttore generale del Gonzaga Campus, padre Vitangelo Denora, la visita di Leone XIV “si pone in continuità con il primo viaggio di Papa Francesco del 2013 e ricorda alla Chiesa e al mondo che non voltarsi dall’altra parte è un dovere”. L’incontro con Leonardo, conclude, “è il segno concreto che dalla tragedia può nascere una vita nuova. La sua storia conferma che dobbiamo continuare a credere nella speranza che nasce dall’accoglienza”.

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