“Da Chacao, una delle aree più colpite insieme a La Guaira, vediamo ogni giorno edifici crollati, famiglie che hanno perso la casa e servizi essenziali gravemente compromessi”. È la testimonianza di José Miguel Rodríguez, rappresentante di Avsi in Venezuela, che racconta la drammatica situazione a oltre una settimana dal violento terremoto che ha colpito il nord del Paese. Dietro le immagini della devastazione, spiega, “ci sono persone che cercano un luogo sicuro dove vivere, acqua potabile, cibo e la possibilità di ricominciare”. Avsi ha già attivato la propria risposta umanitaria: i collaboratori locali sono al fianco delle comunità colpite e un team internazionale specializzato nelle emergenze è partito per affiancare il personale sul posto nel coordinamento degli interventi. L’azione, spiegano da Avsi, si concentrerà sulla distribuzione di beni di prima necessità, kit igienici, acqua potabile e assistenza alle famiglie che stanno affrontando le conseguenze più gravi del sisma. Secondo le informazioni disponibili, il terremoto del 24 giugno, preceduto da una doppia forte scossa di magnitudo superiore a 7, ha provocato migliaia di vittime e feriti, con danni particolarmente gravi nelle aree di Caracas e dello Stato costiero di La Guaira. Le stime più recenti parlano di oltre 2.500 morti e più di 12.000 feriti, mentre migliaia di persone risultano ancora disperse e decine di migliaia hanno perso la propria abitazione. Ingenti i danni alle infrastrutture, comprese strade, ospedali, edifici pubblici e collegamenti aeroportuali. “L’emergenza è ancora in corso e i bisogni umanitari aumentano di giorno in giorno”, sottolinea Avsi, rilanciando un appello alla solidarietà internazionale per sostenere le popolazioni colpite. Per info e donazioni: www.avsi.org.