Giovani: Sophia, costituita la prima classe di “Edificando 360°” il nuovo progetto di formazione per Neet e migranti

Costituita la prima classe di “Edificando 360°” il nuovo progetto di formazione esperienziale al lavoro manuale e accompagnamento per l’inserimento lavorativo di giovani NEET e migranti a Roma promosso dalla cooperativa Sophia Impresa Sociale. I 15 futuri corsisti sono stati selezionati tra più di 50 per partecipare al primo corso di formazione ai mestieri edile, elettrico e idraulico del nuovo progetto che ha lo scopo di mettere su “un luogo dove corso dopo corso diventa possibile per un giovane inattivo, sfiduciato e in condizione di vulnerabilità superare le barriere di ingresso nel mondo del lavoro ed essere accompagnato nelle scelte”. Tra i giovani che vogliono aderire al progetto “Edificando 360°” c’è chi vuole una nuova vita dopo il caporalato e chi dopo un incidente sul posto di lavoro. Chi vuole ottenere un lavoro regolare e stabile per sostenere la famiglia nel paese d’origine e chi vuole dare una nuova possibilità al proprio percorso di studi e lavoro dissestato, spiega la cooperativa alla quale si sono rivolti giovani provenienti da paesi diversi, tra cui Gambia, Guinea, Bangladesh e Italia. Gli italiani “fronteggiano una barriera di ingresso nel mondo del lavoro fatta di indecisione e stallo. I giovani migranti hanno un buon livello di lingua italiana e i documenti per lavorare ma non riescono ad ottenere un posto dignitoso, stabile, scelto nel mondo del lavoro”, si legge in una nota. Per loro, Sophia Impresa Sociale insieme alla Fondazione Gi Group, con questo progetto  ha preparato “un luogo fisico, un percorso che integra una formazione pratica-esperienziale ai mestieri manuali con l’accompagnamento per il superamento delle barriere personali e legali dei giovani”. Allo stesso tempo, il progetto ha l’obiettivo di creare alleanza con le aziende del settore per individuare i reali bisogni del mercato e conoscere persone motivate e capaci di stare sul posto di lavoro in modo professionale e adeguato. “Ho visto ragazzi motivati e ordinati. C’è tanto spazio di crescita”, dice Giuseppe Alfonsi, socio di Sophia e formatore del progetto: “sono felice di averli accolti in uno spazio professionale e curato”. “Un giovane, qualsiasi sia il suo punto di partenza, ha più bisogno di dare che di ricevere, ha aggiunto il presidente di Sophia, Marco Ruopoli.

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