Libano: parroco di Debel, “arrivato il primo camion di aiuti”

(DIRE-SIR) Un camion carico di acqua, cibo e medicinali essenziali è arrivato oggi a Debel, villaggio nel sud del Libano da dieci giorni irraggiungibile a causa dei bombardamenti di Israele: lo riferiscono all’agenzia Dire il parroco locale, padre Fadi Felefli, e padre Samir Ghawy, presidente di Caritas Libano. Il via libera alla missione, confermano i religiosi, è stato ottenuto grazie a una mediazione di Unicef, a sua volta in contatto con i comandi di Tel Aviv. “Il convoglio è partito da Rmeish, una località prossima al confine dove abbiamo creato uno dei nostri centri di primo soccorso”, sottolinea padre Ghawy. “Nei giorni scorsi gli operatori che trasportavano gli aiuti erano rimasti bloccati per quattro ore ad appena due minuti dall’abitato; poi, a causa dei raid, erano stati costretti a tornare indietro”. Il presidente della Caritas, da Beirut, rivolge un appello: “Bisogna subito garantire corridoi umanitari per raggiungere i villaggi isolati”, sottolinea. “Lì non ci sono combattenti ma solo civili, persone spesso anziane, che hanno bisogno di acqua, cibo, medicine e cure”. La Caritas ha creato centri di primo soccorso ogni due o tre villaggi, per raccogliere e distribuire aiuti. Padre Ghawy sottolinea però come serva immediatamente una tregua. “Le persone sfollate nel sud sono circa 1 milione e 200mila”, calcola. “Noi abbiamo bloccato tutti i progetti a eccezione di quelli di emergenza: i bisogni sono troppi e non possiamo farcela da soli”. Da Debel arriva la voce del parroco, padre Felefli: “Qui vivono circa 1.200 persone, che sono rimaste completamente isolate”, dice il sacerdote al telefono. “Il mio è un piccolo appello, che arriva da una piccola comunità, ma che deve parlare a tutti, contro l’orrore della guerra”. Secondo il ministero della sanità del Libano, solo ieri nel Paese i bombardamenti di Israele hanno provocato almeno 203 morti e più di mille feriti.

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