Iran: mons. Berardi (Arabia del Nord), “temiamo l’escalation”. Chiese chiuse, messe online, missili alle 5.30

“Quello che temiamo è l’escalation. Attaccare un Paese come l’Iran, che era già preparato e aveva dichiarato che avrebbe risposto, significa inevitabilmente colpire gli interessi americani nella regione”. Lo afferma mons. Aldo Berardi, vicario apostolico dell’Arabia del Nord, in un’intervista al Sir dalla regione del Golfo investita dagli attacchi iraniani. Il Vicariato comprende Bahrein, Kuwait, Qatar e Arabia Saudita. “C’è molta confusione — racconta il presule —. All’inizio l’attacco è stato improvviso. Abbiamo dovuto chiudere le chiese, sospendere le attività e il catechismo, perché non era chiaro dove sarebbero caduti i missili”. Ogni Paese ha reagito diversamente: in Kuwait sospesi tutti i raduni pubblici; in Qatar chiuso l’intero complesso religioso di Doha, dove “i razzi cadevano proprio in quell’area”; in Bahrein riprese le messe, “anche se stamattina alle 5.30 è passato un missile che ha fatto tremare i muri”. Mons. Berardi avverte che l’uccisione della guida suprema iraniana “in una mentalità orientale è ancora più grave: si tocca un simbolo religioso e politico, e qui religione e politica non sono mai separate. Questo alimenta tensione, ribellione e desiderio di vendetta”. Il catechismo resta online e le scuole sono chiuse.

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