“Da una parte la rivelazione di Dio, che mostra il suo volto come Signore onnipotente e salvatore, dall’altra l’agire occulto di potenti autorità, pronte a uccidere senza scrupoli”. Così il Papa, nell’omelia della messa allo stadio Louis II di Monaco, ultimo appuntamento pubblico del viaggio nel Principato di Monaco, ha commentato il Vangelo di oggi, che parla della sentenza di morte pronunciata dal Sinedrio per Gesù. “Non è quello che accade oggi?”, si è chiesto Leone XIV, secondo il quale “nella storia di Gesù è riassunta la vicenda di tutti noi, a cominciare dai più piccoli e oppressi”. “Ancora oggi, quanti calcoli si fanno nel mondo per uccidere innocenti; quante finte ragioni si pretendono per toglierli di mezzo!”, ha esclamato il Pontefice: “Davanti all’insistenza del male, però, sta l’eterna giustizia di Dio, che sempre ci riscatta dai nostri sepolcri, come con Lazzaro, e ci dona nuova vita”. “Il Signore libera dal dolore infondendo speranza, converte la durezza di cuore trasformando il potere in servizio, proprio mentre manifesta il vero nome della sua onnipotenza: misericordia”, ha assicurato il Papa: “È la misericordia che salva il mondo: si prende cura di ogni esistenza umana, da quando sboccia nel grembo a quando appassisce e in ogni sua fragilità. Come ci ha insegnato Papa Francesco, la cultura della misericordia respinge la cultura dello scarto”.