Gerusalemme: Patriarchi e Capi delle Chiese, “Nella devastazione della guerra la Risurrezione apre alla speranza”. Appello a cessate il fuoco e giustizia per tutta la regione

Nel loro messaggio di Pasqua, i Patriarchi e i Capi delle Chiese di Gerusalemme richiamano la drammatica situazione che, nelle settimane che precedono la celebrazione della Risurrezione, ha nuovamente travolto la Terra Santa e il Medio Oriente. “Una nuova e devastante guerra regionale – scrivono – ha precipitato la nostra terra e l’intera area nel caos”. Ogni giorno, aggiungono, si registrano “crescenti escalation di morte, distruzione e sofferenza”, mentre “una profonda oscurità avvolge la regione, soffocante come l’aria del sepolcro sigillato del Cristo crocifisso”. Una realtà così dura da far pensare che “anche la speranza ci abbia abbandonato”. Eppure, ricordano i Patriarchi, “la desolazione del sepolcro non fu l’ultima parola”. Con la Risurrezione, “Cristo ha spezzato i vincoli della morte” e chi guarda a Lui riceve “una nuova nascita a una speranza viva”. Per questo, nel cuore di un tempo segnato da violenze e instabilità, i leader cristiani riaffermano il messaggio pasquale come fonte di coraggio: “Come Cristo è risorto, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova”. Da Gerusalemme si leva quindi un appello urgente ai fedeli e a tutte le persone di buona volontà a pregare e impegnarsi “per il sollievo delle moltitudini che soffrono per la guerra”, e a intercedere affinché cessi il sangue versato, con un percorso di giustizia e pace “a partire da Gerusalemme e da Gaza, dal Libano e da tutta la Terra Santa, fino al Golfo, a Teheran e ai confini della terra”. Richiamando le parole di san Paolo – “afflitti ma non schiacciati, perseguitati ma non abbandonati” – i Patriarchi invitano a vivere la Pasqua come atto di fede nella potenza trasformatrice della Risurrezione. E concludono rilanciando l’antico annuncio pasquale, proclamato nelle lingue delle comunità cristiane d’Oriente e d’Occidente: “Cristo è risorto! È davvero risorto! Alleluia!”

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