Ventidue anni fa moriva la quattordicenne Annalisa Durante, vittima innocente in uno scontro armato tra clan rivali nel rione napoletano di Forcella. Era il 27 marzo 2004. Il quartiere era come un bunker. Si evitava di attraversarlo per non rischiare la vita. Oggi Forcella è attraversata da cittadini e turisti senza più timori, grazie al lavoro costante svolto dall’associazione sorta in sua memoria e alla rete che si è sviluppata attorno ad essa, inglobando presidi istituzionali, culturali e sociali. Tra le artefici della rinascita la “Biblioteca a porte aperte”, allestita nell’ex supercinema del quartiere, rimasto chiuso per oltre 20 anni, oggi Centro giovanile del Comune di Napoli, assegnato in cogestione all’associazione Annalisa Durante e a diversi enti della rete, impegnati in un percorso di rigenerazione sociale e culturale per tutto il territorio.
Venerdì 27 marzo, nella biblioteca di Annalisa, sarà ricordato il 22° anniversario della sua uccisione, che non è rimasta vana: un’intera giornata di eventi culturali ed artistici, con la partecipazione di studenti, poeti, attori e musicisti, che inviteranno la comunità a rendere omaggio alla memoria, divenuta impegno e motivo di riscatto per l’intera città.
L’evento, dal titolo “Famm’affaccià Annalì”, inizierà alle 10 con i saluti istituzionali dell’assessora comunale alle politiche giovanili e sociali Chiara Marciani, del presidente della Fondazione Polis della Regione Campania, don Tonino Palmese, e del presidente dell’associazione Annalisa Durante Giuseppe Perna.
Il papà di Annalisa, Giannino Durante, inaugurerà per l’occasione una mostra fotografica dedicata al quartiere, dal titolo “La Forcella di tanti anni fa”, curata personalmente per sottolineare l’importanza di fare memoria del passato e trasformare il dolore in occasione di speranza.