“L’annuale Rendiconto delle nostre Chiese dell’Umbria è un dovere, perché i cittadini si fidano della Chiesa mettendole a disposizione diverse risorse, attraverso la firma dell’8xmille”. Lo ha affermato mons. Ivan Maffeis, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e delegato dei vescovi umbri per il Sostegno economico alla Chiesa, nel corso della presentazione del Rendiconto 8xmille 2025 delle Chiese umbre. L’edizione di quest’anno è dedicata al tema “Nel cuore della Chiesa gli anziani e i deboli”, con un’attenzione particolare alle opere e ai servizi che nelle comunità ecclesiali si rivolgono alle persone più fragili. Un tema che pone la riflessione e l’impegno delle Chiese umbre alla vicinanza umana, spirituale ai tanti anziani che vivono soli o nelle strutture dedicate, conseguenza dei cambiamenti demografici e sociali nella nostra regione, che fanno sì che sempre più anziani siano costretti ad affrontare da soli la vecchiaia e la fragilità.
“È un dovere buono – ha precisato mons. Maffeis – perché dietro a questa rendicontazione passa il volto delle nostre comunità. Gli anziani sono parte qualificante della comunità. Visitarli è versare olio di consolazione sulle loro giornate; al tempo stesso, quest’opera di misericordia restituisce un beneficio inestimabile a chi la compie e costituisce un’occasione per rafforzare percorsi di incontro tra le generazioni. Per non chiudersi nel passato, all’anziano servono nuove ragioni di vita: nascono dal superamento dell’eccessiva preoccupazione di sé, dal coltivare curiosità intellettuale, dal porre attenzione al bene degli altri e dall’abitare un mondo interiore, di cui è parte essenziale la fede”.
Sono 7,85 milioni di euro i fondi che le diocesi umbre hanno ricevuto dall’8xmille nel 2025, di cui 4 milioni per il culto e pastorale – spese per arredi sacri e liturgia, manutenzione degli edifici di culto, le spese per sostegno ad attività pastorali diocesane o parrocchiali, formazione degli operatori, ma anche scopi missionari, oratori e patronati e iniziative di cultura religiosa – e 3,82 milioni destinali alla carità – aiuti a singole persone bisognose, attività dei centri di ascolto, degli osservatori delle povertà, opere caritative diocesane case per anziani, case famiglia, mense, assistenza agli anziani, ma anche a famiglie disagiate, disabili, ecc. Ulteriori 4,47 milioni di euro sono arrivati nel territorio regionale per finanziare le opere di conservazione dei beni culturali e per l’edilizia di culto; questi ultimi fondi non sono gestiti dalle diocesi, ma dagli enti che attuano le opere: parrocchie, musei, ecc. Anche i fondi 8xmille, che nel 2025 ammontano a circa 8,65 milioni di euro e che contribuiscono al sostegno dei 630 sacerdoti dell’Umbria, giungono direttamente ai sacerdoti attraverso l’Istituto centrale per il sostentamento del clero e quindi non passano dalle diocesi.
In totale in Umbria, direttamente o indirettamente, nel 2025 sono arrivati 20,97 milioni di euro derivanti dai fondi 8xmille.