Diocesi: mons. Renna (Catania), “rialzarsi con sant’Agata dopo il ciclone e le difficoltà della città”

Dal cuore della città, in piazza Stesicoro, l’arcivescovo di Catania, mons. Luigi Renna, ha rivolto un appello alla comunità in occasione dei festeggiamenti per la patrona, sant’Agata, invitando cittadini, adulti e giovani a rialzarsi di fronte alle difficoltà della vita quotidiana e a costruire una città più giusta e solidale. “Per me civitas Catanensium sublimatur a Christo”, recita l’iscrizione sul busto reliquiario della patrona, sottolineando come Catania possa essere innalzata a Cristo attraverso fede, impegno e solidarietà.
L’arcivescovo ha ricordato le sfide recenti che hanno colpito la città e il territorio: eventi naturali come le eruzioni dell’Etna, i terremoti storici e il recente ciclone Harry, che ha causato danni alle attività lavorative e alle abitazioni lungo la costa jonica. Mons. Renna ha espresso vicinanza a chi ha perso tutto e ha sottolineato l’importanza della resilienza, intesa come capacità di rialzarsi e ricostruire, ma accompagnata da motivazioni, solidarietà e speranza in Dio. Particolare attenzione è stata dedicata agli abitanti di Niscemi, colpiti dalla frana e nella ricerca di un futuro sicuro per le famiglie. Accanto alle sfide naturali, mons. Renna ha sottolineato le responsabilità umane nel generare difficoltà: devianza minorile, tossicodipendenze e fenomeni di malavita organizzata che mettono a rischio la vita di molti giovani. Citando Italo Calvino e Alessandro D’Avenia, ha invitato la città a “riconoscere ciò che in mezzo all’inferno non è inferno e valorizzarlo”, ossia le persone, le iniziative e le esperienze che portano bene e speranza.
Il presule ha rivolto un messaggio agli adulti, sollecitandoli a camminare accanto ai figli, educarli con amore, attenzione e responsabilità, diventando modelli concreti. Ai giovani ha chiesto di scegliere amicizie e modelli positivi, di evitare violenza, droga e superficialità, e di valorizzare il tempo della scuola e della comunità come spazio di crescita e relazione. La fede, ha sottolineato, è uno strumento essenziale per affrontare le sfide quotidiane, e l’esempio di sant’Agata – ragazza che ha detto “sì” al bene anche di fronte al martirio – può guidare tutti a rialzarsi e a vivere con responsabilità. “Ogni volta che passeremo da piazza Stesicoro – ha concluso – leggiamo quell’iscrizione come monito: invochiamo sant’Agata, portiamo nella città ciò che non è inferno, prendiamoci cura dei giovani e viviamo con fede e responsabilità”. Solo così, ha sottolineato, Catania potrà continuare a rialzarsi dalle difficoltà e illuminarsi di speranza, bellezza e vita buona, costruendo una comunità in cui volontariato, attenzione reciproca e scelte responsabili diventano pilastri concreti della vita cittadina.

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