Resistenza: Noventa Padovana, stasera la proiezione della pellicola “Più forte della paura”

(Foto "Messaggero di Sant'Antonio" Editrice)

Sarà proiettata stasera, alle ore 20.45, nella Sala Tommasi al Villaggio Sant’Antonio di Noventa Padovana la pellicola “Più forte della paura”, testimonianze e diari di donne della Resistenza padovana. Un film documentario di notevole interesse storico e valoriale per non dimenticare l’impegno di tante donne che hanno scelto da che parte stare. La serata sarà introdotta da fra Giancarlo Paris e dalla giornalista e scrittrice Cristina Sartori.
Il film “Più forte della paura” sulle testimonianze e diari di donne della Resistenza padovana, con la regia di Manuela Pellarin, è stato realizzato e curato da Maria Teresa Sega e Luisa Bellina (Associazione rEsistenze), in collaborazione con Anpi, Cgil Spi, Centro studi Ettore Luccini, Casrec-Università di Padova, Csup (Centro per la storia dell’Università di Padova); con riprese video e registrazione letture Lorenzo Ghidoli.
Il film raccoglie testimonianze delle partigiane del padovano, con uno sguardo sul loro ruolo fondamentale nella lotta di liberazione.
La Resistenza padovana fu caratterizzata dalla partecipazione di donne e ragazze di ogni estrazione sociale, culturale e orientamento politico. Il documentario ne ricorda solo alcune, ma evidenzia la complessità e la preziosità del loro contributo.
Testimonianze, tra le altre, di Delfina Borgato, Clara Doralice, Liliana Martini, Lidia Martini, Teresa Martini, Franca Decima Proto e Maria Zonta. Altra figura chiave è quella di padre Placido Cortese, frate minore conventuale della Basilica di S. Antonio, che si adoperò dapprima per portare assistenza agli internati del Campo di concentramento di Chiesanuova e, grazie a una “Catena di Salvezza” da lui organizzata, all’indomani dell’8 settembre 1943 riuscì a far scappare in Svizzera numerosissimi ex prigionieri alleati e persone perseguitate.
Il film offre uno sguardo intimo e coraggioso sul ruolo delle donne nella lotta di liberazione: il contributo femminile, spesso taciuto, si espresse attraverso vari modi, come l’azione armata, il supporto logistico e la resistenza civile.
Ingresso all’evento libero sino a esaurimento dei posti.

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