Ramadan: mons. Saba (Omi), “servire la fraternità universale è una vocazione che ci accomuna e ci impegna con gesti concreti”

“Servire la fraternità universale è una vocazione che ci accomuna e ci impegna con gesti concreti. In questa logica e con questo desiderio forte nel cuore, auspichiamo che anche le nostre diverse forme di assistenza spirituale rivolte ai tanti mondi della Difesa, trovino nei leader religiosi, credenti di differenti fedi, compagni di viaggio che annunciano la luminosa luce dell’amore, accesa da Colui che è Grande, Misericordioso e Principe della pace”. Lo scrive mons. Gian Franco Saba, Ordinario Militare per l’Italia in un messaggio in occasione del Ramadan. I cappellani militari, che in “relazione con i fratelli musulmani sono presenza di prossimità – scrive – incarnano il desiderio che insieme possiamo realizzare il sogno di un’umanità riconciliata e fraterna, come espresso nel prezioso testo firmato ad Abu DaBhi. Il loro servizio potrà grandemente contribuire nel dialogo fraterno, mediante incontri di amicizia e di reciproca conoscenza”. Nel messaggio il presule invia un “saluto di pace e di fraternità”: in questo “particolare tempo – scrive – la pia pratica del digiuno declinata in forme diverse, desidera comunque accomunarci verso un obiettivo condiviso. Esso ci aiuta a liberare lo sguardo da un materialismo ammalato, risvegliare il cuore dal torpore che assopisce i sensi dello spirito da una vita priva di Dio, affinare lo sguardo verso l’orizzonte dell’Eterno e dell’Eternità come meta qualificante dell’esistenza umana. La preghiera, il silenzio e la carità verso il prossimo, generano il clima di un digiuno che apre all’Altro e all’alterità. Un itinerario di fede e di fraternità – sottolinea mons. Saba – tanto necessario in un tempo nel quale le discordie, le violenze e le guerre sono una pericolosa minaccia per tutti i popoli, culture e religioni”.

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