Pedofilia e pornografia online: don Di Noto (Meter), “i sopravvissuti chiedono ascolto, giustizia e interventi concreti”. Terragni (Agia), “serve contrasto strutturato”

“Il Report di quest’anno presenta elementi di novità, ma al centro devono esserci sempre e solo i minori. Dopo 35 anni di missione, queste pagine dovrebbero essere vuote. E invece registriamo oltre 3 milioni di minori vittime di abusi in un solo anno: un dato drammatico che interpella la coscienza collettiva. I sopravvissuti chiedono ascolto, giustizia e interventi concreti. Non possiamo permettere che il silenzio continui a proteggere i colpevoli invece delle vittime”. Lo ha detto, stamattina, don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente dell’Associazione Meter, in occasione della presentazione a Roma del Report 2025 pedofilia e pornografia “Bambini vittime” di Meter.
“Desidero ringraziare l’Associazione Meter per l’impegno quotidiano nel contrastare questo inferno, che assume sempre più i contorni di una pedofilia di massa”, ha osservato, nel suo intervento, Marina Terragni, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia). “Le tecnologie – ha aggiunto Terragni – hanno determinato una vera evoluzione antropologica e anche l’adescamento si è trasformato, diventando più pervasivo e invisibile. Dobbiamo interrogarci: questi pedocriminali esistevano già o la rete ha amplificato e moltiplicato il fenomeno? E soprattutto, chi sono questi bambini e bambine, e da quali contesti provengono? Esiste inoltre un mercato apparentemente non criminale che contribuisce a normalizzare e sostenere questa deriva”. La garante ha sottolineato: “Il nuovo Piano nazionale del Dipartimento per le politiche della famiglia, al quale l’Autorità garante e Meter hanno contribuito, conferma l’urgenza di un contrasto strutturato. Nulla può sostituire il ruolo della famiglia, che resta il primo presidio educativo, oggi spesso fragile e isolato”.

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