“Noi del Rione Sanità, i giovani e la forza del cambiamento”. Questo il titolo dell’incontro in programma domani sera, ad Asti, per iniziativa degli Uffici diocesani di Cultura, Pastorale giovanile e Caritas in collaborazione con l’Amministrazione comunale.
“La Sanità – si legge in un comunicato della diocesi astigiana – non è solo un quartiere di Napoli, ne è il cuore autentico; vi è nato Totò, si è ispirato Eduardo De Filippo per tante commedie. Nei suoi vicoli convivono chiese barocche e case fatiscenti, palazzi nobiliari e bassi scavati nel tufo. Il parroco di Santa Maria Maddalena ai Cristallini, don Antonio Loffredo sa vedere, intorno a sé, non solo povertà, ma una ricchezza nascosta: tesori d’arte e di cultura, abbandonati; nasce così una straordinaria sfida: risvegliare le coscienze dei giovani che crescono in quelle strade per trasformare il ghetto in un polo d’attrazione per tutti: i giovani protagonisti di futuro”.
Domani sera, dalle 21 in Sala Pastrone (via al Teatro Alfieri), interverranno alcuni giovani del Rione Sanità per raccontare la nuova vita di un “Rione” che da facile preda del degrado sociale e della camorra, in pochi anni, è diventato un raro modello di imprenditoria sociale e sviluppo sostenibile. Offriranno una testimonianza di chi ha scelto la logica del dono per il bene della comunità.
“Una traccia importante su questa strada – conclude la nota – è posta nella chiesa del Rione Sanità di Napoli: una barca di migranti trasformata in altare da alcuni detenuti del carcere di Secondigliano. Un segno che dice come la povertà non sia un destino immutabile, ma un mare che si può attraversare insieme, se la comunità diventa compagna di viaggio; una presenza di ‘ancoraggio alla speranza’ per restare saldi nella fiducia, ma anche liberi di solcare nuovi mari, come rondini che si alzano verso l’alto”.