Senza dimora: Spizzirri (Mcl Roma), “in aumento il numero di migranti, ampliare rete accoglienza”

“Nonostante le strutture della Caritas e le tensostrutture allestite in occasione del Giubileo, che ancora sono attive, continua a esserci un grave problema di alloggio e di accoglienza per le persone senza fissa dimora. Soprattutto notiamo l’aumento delle persone immigrate che sono più a rischio perché in bilico tra una definitiva integrazione e una vita infernale in strada”. Lo dichiara Francesco Spizzirri, responsabile dei giovani Mcl di Roma che da tempo sono impegnati in un progetto di incontro e ascolto delle persone che vivono in strada nella Capitale.
“La mancanza di un alloggio o della possibilità di curare il proprio corpo – aggiunge Spizzirri – e di potere indossare indumenti puliti mette un grave limite alla dignità delle persone. Molti di loro, se messi in condizioni minime di vita dignitosa, potrebbero trovare lavoro ed uscire da un tunnel di solitudine”.
Spizzirri racconta un episodio: “Ieri sera alla stazione Termini abbiamo incontrato Said, un ragazzo tunisino di 28 anni in Italia da otto anni, il quale da quando è arrivato ha sempre lavorato, facendo due lavori al giorno la mattina in cantiere la sera in Pizzeria, sfruttato e sottopagato rispetto alle ore del contratto fittizio stipulato con i datori di lavoro. All’improvviso si è ritrovato a non essere più pagato e a non aver più potuto pagare l’affitto. Said parla un italiano perfetto e, come tanti di quelli che incontriamo in strada, è un ragazzo simpatico, piacevole, educato e soffre questa situazione di essere stato relegato in un limbo senza ritorno”. “Crediamo urgente – conclude Spizzirri – la convocazione da parte di Roma Capitale di un tavolo sull’emergenza senza fissa dimora a partire da quanti fanno questo servizio da anni dalla Comunità di S. Egidio, alla Caritas, ma anche delle decine di associazioni che ogni giorno in ogni quartiere della Capitale cercano di portare speranza a chi l’ha perduta. Questo soprattutto perché il disagio non è più concentrato nei quartieri centrali, ma è sempre più diffuso nei quartieri della nostra città e c’è il bisogno dell’aiuto di tutti, con la massima capillarità”.

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