Società: Mattarella, “nel Paese nuove povertà da affrontare” non con “analisi astratte ma impegni concreti”

(Foto Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Ci sono “nuove povertà” da affrontare “in questa città, come in tutte le altre del nostro Paese e non soltanto del nostro Paese”. E riguardano “le condizioni di difficoltà che caratterizzano aspetti di disagio di tanti giovani, le condizioni dei migranti, le condizioni di difficoltà nell’approccio al lavoro, nella disponibilità di abitazione”. Lo ha sottolineato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia “430 anni di storie e cambiamento sociale”, organizzata a Torino per il 430° anniversario della Fondazione Ufficio Pio.
Prendendo la parola “fuori programma”, il Capo dello Stato ha voluto sottolineare che “l’Ufficio Pio ha attraversato, come abbiamo ascoltato e tutti sappiamo bene, oltre quattro secoli. 430 anni in cui ha incontrato mutamenti profondi, ha accompagnato questa città attraverso i mutamenti profondi che in oltre quattro secoli si sono verificati, sia sul versante delle condizioni genericamente politiche, istituzionali, di assetti di governo, sia sul versante sociale” con “profondi mutamenti intervenuti costantemente nelle condizioni sociali”. “E l’ha fatto restando sempre uguale a se stesso”, il tributo di Mattarella, che dell’Ufficio Pio ha elogiato “l’autonomia rispetto al potere pubblico e l’attenzione ai più deboli, alle condizioni di fragilità” attraverso un “intervento concreto di sostegno”. “Oggi naturalmente abbiamo altre condizioni rispetto ai secoli precedenti”, ha osservato il presidente, richiamando l’attuale impegno della Fondazione Ufficio Pio di fronte ad “una condizione che ha nuovi fronti da affrontare”, “nuove povertà”. Un impegno sulla “frontiera per sfuggire, come dice la felice espressione adoperata, ‘alla trappola della povertà’”. Mattarella ha concluso volendo “esprimere l’apprezzamento per la storia dell’Ufficio Pio e per l’opera svolta non soltanto in questi 430 anni ma in questi nostri giorni”; aggiungendo “gli auguri per l’attività futura che spiegherà sempre in questa dimensione, impegni non di analisi astratte ma impegni concreti, operativi, di sostegno operoso per chi è in difficoltà, per chi è in condizioni di fragilità”.

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