Unione europea: Comitato per una Civiltà dell’Amore, ieri a Roma un incontro su “Giovani e Nucleare di Pace e Sviluppo”

Si è tenuto ieri a Roma, nella Sala De Gaspari degli Uffici del Parlamento Europeo in Italia, l’incontro “Giovani e Nucleare di Pace e Sviluppo”, promosso dal Comitato per una Civiltà dell’Amore in collaborazione con le Organizzazioni Giovani Universitari in Parlamento, Comitato Nucleare e Ragione, Amici della Terra e Italian Nuclear Young Generation, tutte impegnate sul fronte della divulgazione dell’informazione scientifica. Partendo dalla storia italiana della scoperta di E. Fermi fino a “l’Atomo Convertito” (libro che racconta un secolo di vita del nucleare e delle opportunità per il futuro), l’evento ha prodotto un confronto aperto, competente e trasparente sulle sfide e le opportunità legate ad un nucleare di Pace e Sviluppo anche nel nostro Paese.

Il dibattito si è tenuto nella Sala De Gasperi degli Uffici del Parlamento Europeo in Italia, “un luogo – spiegano i promotori dell’iniziativa in un comunicato – che evoca simbolicamente il messaggio dell’unità europea per prevenire futuri conflitti, come ricordano le parole del grande politico: Il futuro non verrà costruito con la forza, nemmeno con il desiderio di conquista ma attraverso la paziente applicazione del metodo democratico, lo spirito di consenso costruttivo e il rispetto della libertà”.

L’incontro si è aperto con l’intervento di Stefano Monti, Presidente “Associazione Nucleare Italiana”, esortando “l’Europa a riprendere la strada del nucleare insieme alle fonti rinnovabili”. Sono poi seguiti gli interventi, tra gli altri, di Giuseppe Rotunno, Presidente del Comitato “Civiltà dell’Amore”, Riccardo Pace, in rappresentanza dei “Giovani Universitari in Parlamento” che ha ribadito l’attenzione alle iniziative che valorizzano le nuove frontiere del nucleare e Silvia Sciubba “Francescana Secolare” che ha richiamato la testimonianza cristiana nel contribuire a una cultura di relazioni di pace e la testimonianza per una corretta informazione che distingue l’arma atomica dall’impiego dell’energia nucleare per scopi civili.

“La cultura nucleare moderna – si legge ancora nella nota – mira a posizionare l’atomo non come una minaccia, ma come risorsa che i Giovani applicano agli studi e alla ricerca scientifica in diversi ambiti dell’energia nucleare. La sfida aperta è contribuire alla definizione di una nuova cultura nucleare italiana, che recuperi i decenni perduti nella disinformazione nucleare, ma ora con i Giovani capace di integrare innovazione, responsabilità e visione strategica, mettendo al centro le esigenze e le aspirazioni non solo delle nuove generazioni nel futuro di sviluppo integrale e di Pace a partire dalla nostra UE”.

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