Messaggio Giornata del malato: p. Daubanes, “a Lourdes le ferite sono fisiche, morali e spirituali”

“All’inizio della stagione dei pellegrinaggi, la mia speranza è che i pellegrini che arriveranno a Lourdes nel 2026 siano toccati dalla grazia concessa dalla Vergine Maria, così che possano andare a servire i loro fratelli e sorelle malati e compiere atti di compassione. Così, con loro, saremo tutti samaritani del nostro tempo, di cui il nostro mondo ha così disperatamente bisogno”. È l’auspicio espresso da Michel Daubanes, rettore del santuario Notre-Dame di Lourdes, durante la conferenza stampa di presentazione, in sala stampa vaticana, del messaggio del Papa per la Giornata mondiale del malato. “A Lourdes, le ferite sono numerose ed evidenti”, ha osservato il relatore. “Non c’è alcun tentativo di nasconderle; è inutile. Chi ne è segnato non se ne vergogna; sono autentiche. Le ferite sono fisiche, morali e spirituali. Spesso durano tutta la vita, raramente sono temporanee”. “A Lourdes, l’esperienza assume una profonda dimensione sociale, ecclesiale e universale”, ha raccontato padre Daubanes. “La natura della malattia di una persona ha poca importanza. Raramente ci si informa sulla sua nazionalità. La barriera linguistica è piuttosto fragile; il linguaggio utilizzato è quello della carità. Per quanto riguarda la cura, la tenerezza e il sostegno, il modello economico è basato sulla generosità, sul volontariato e sul servizio disinteressato”.

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