Leone XIV: messaggio per la Giornata del malato, “viviamo nella cultura della fretta, dello scarto e dell’indifferenza”

“Viviamo immersi nella cultura della rapidità, dell’immediatezza, della fretta, ma anche dello scarto e dell’indifferenza, che ci impedisce di avvicinarci e fermarci lungo il cammino per guardare i bisogni e le sofferenze che ci circondano”. Lo scrive il Papa, nel messaggio per la Giornata mondiale del malato, che quest’anno si celebra solennemente a Chiclayo, in Perù, l’11 febbraio prossimo, sul tema “La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro”. Nel messaggio, Leone XIV ripropone il passo biblico del Buon Samaritano, “chiave ermeneutica dell’enciclica Fratelli tutti, del mio amato predecessore Papa Francesco, dove la compassione e la misericordia verso il bisognoso non si riducono a un mero sforzo individuale, ma si realizzano nella relazione: con il fratello bisognoso, con quanti se ne prendono cura e, alla base, con Dio che ci dona il suo amore”. “Gesù non insegna chi è il prossimo, ma come diventare prossimo, cioè come diventare noi stessi vicini”, il commento di Sant’Agostino alla parabola, che per Leone XIV insegna che “l’amore non è passivo, va incontro all’altro; essere prossimo non dipende dalla vicinanza fisica o sociale, ma dalla decisione di amare. Per questo il cristiano si fa prossimo di chi soffre, seguendo l’esempio di Cristo, il vero Samaritano divino che si è avvicinato all’umanità ferita”. “Non si tratta di semplici gesti di filantropia”, puntualizza il Papa: “San Francesco lo spiegava molto bene quando, parlando del suo incontro con i lebbrosi, diceva: ‘Il Signore stesso mi condusse tra loro’, perché attraverso di loro aveva scoperto la dolce gioia di amare”.

 

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