Dopo un anno di un processo opaco di scarcerazione selettiva a Cuba, Amnesty International lancia un appello a “liberare, senza condizioni, coloro che non avrebbero mai dovuto trovarsi in carcere”. “Le autorità cubane hanno l’obbligo di garantire la libertà piena e incondizionata di tutte le persone prigioniere di coscienza. Sayli Navarro Álvarez, Félix Navarro, Loreto Hernández García, Donaida Pérez Paseiro, Roberto Pérez Fonseca, Maykel Castillo Pérez (Maykel Osorbo) e Luis Manuel Otero Alcántara non devono passare un solo giorno di più in prigione”, ha dichiarato Ana Piquer, direttrice regionale di Amnesty International per le Americhe. Secondo l’organizzazione, il processo di scarcerazioni annunciato dalle autorità cubane il 14 gennaio 2025 è stato segnato da “opacità, mancanza di informazioni pubbliche, assenza di criteri chiari e uso di condizioni arbitrarie, nonché da un impatto psicologico devastante sulle famiglie”.
Alcune persone scarcerate nel 2025 sono state costrette all’esilio e altre sono tornate in detenzione. Sebbene quel processo abbia liberato almeno 211 persone per motivi politici, le scarcerazioni selettive o condizionate “non sostituiscono l’obbligo delle autorità di cessare la criminalizzazione della libertà di espressione né di garantire un giusto processo”. Cuba deve liberare, senza condizioni, coloro che non avrebbero mai dovuto trovarsi in prigione. Conclude Piquer: “Il presidente Díaz-Canel deve prendere una decisione inequivocabile: porre fine all’uso del sistema penale per mettere a tacere le critiche e punire gli attivisti. È ora di porre fine alla repressione contro chi esercita pacificamente i propri diritti alla libertà di espressione, associazione e riunione pacifica”.