“La vita nasce dalla capacità di dare forma al desiderio e di consentirgli di esprimersi nei modi riconosciuti dalla convivenza sociale. Oggi questo è scomparso”. Mario Pollo, antropologo dell’educazione, già docente di sociologia e pedagogia all’Università Lumsa, riflette sull’uccisione di Youssef Abanoub, 18 anni, accoltellato da un coetaneo all’istituto professionale Chiodo di La Spezia, in un’intervista al Sir. “Nella società attuale il desiderio è diventato il motore dell’economia: le persone sono stimolate a desiderare senza limite”, afferma Pollo: “Se il desiderio non trova un argine che lo contiene, non produce vita ma distruzione”. L’antropologo denuncia che “oggi il senso del limite non è più oggetto dell’educazione” e parla di un “individualismo fasullo” che integra nello “sciame” invece di favorire la scoperta della propria unicità. “L’assenza di trascendenza indebolisce la percezione della realtà e facilita il dominio di quella illusoria”, osserva: “La ricerca di sé avviene nell’affermazione e nel dominio”. Sul piano educativo “manca una relazione autentica degli adulti con le nuove generazioni”, sostiene Pollo: “Manca educazione all’interiorità, alla consapevolezza che la vita trova senso solo se ancorata a qualcosa che la trascende”. “Educare significa far scoprire il valore del limite: non reprimere il desiderio, ma orientarlo verso forme costruttive”, conclude.