Diplomazia: card. Parolin, “pace e giustizia devono tornare ad essere i pilastri dell’ordine fra le nazioni”

“In un mondo sempre più dominato dal primato del conflitto, come la diplomazia può coniugare le odierne tragedie con le esigenze di un futuro di pace per popoli e Paesi?”. È l’interrogativo posto dal card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, cardinale protettore e gran cancelliere della Pontificia Accademia Ecclesiastica, nella lectio magistralis tenuta oggi in occasione dei 325 anni dalla fondazione dell’Accademia. Il porporato ha denunciato come “l’ordine internazionale non è più quello che ottanta anni or sono veniva delineato con l’istituzione dell’Onu” e ha osservato che “alla giustizia subentra la forza e alla pace si sostituisce la guerra”. Rivolgendosi ai diplomatici presenti, il card. Parolin ha esortato a “costruire una visione del domani” affermando che “la pace, come ebbe a dire Paolo VI, non si costruisce soltanto con la politica e con l’equilibrio delle forze e degli interessi, ma con lo spirito, con le idee, con le opere della pace”. L’obiettivo è “concorrere a liberare la diplomazia dalle forme ormai superate o da sentimenti nazionalistici e di protezione di interessi particolari”.

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