Festival Dottrina sociale: Nanni (Caritas Italiana), “la povertà in Italia non può più considerarsi un’emergenza, riguarda il 9,7% delle persone”

(da Verona) “Nel nostro Paese siamo di fronte ad una situazione che non può più considerarsi un’emergenza perché continuiamo ad avere uno zoccolo duro di povertà: riguarda il 9,7% delle persone e 2,2 milioni di famiglie in povertà assoluta”. Lo ha affermato Walter Nanni, sociologo dell’Ufficio Studi di Caritas Italiana e curatore del Rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia, intervenendo in collegamento video questa mattina al convegno “Il grido degli oppressi – L’attenzione agli ultimi: da don Primo a Papa Francesco” che ha aperto l’ultima giornata della XIII edizione del Festival della Dottrina sociale ospitata da venerdì a Verona sul tema “Socialmente liberi”.
“La povertà – ha aggiunto – può essere più grave dopo una catastrofe che durante la catastrofe stessa”. È quello che sta succedendo nel post-Covid, che “sta lasciando sul terreno persone che hanno perso il lavoro, che hanno visto esaurirsi le relazioni”. Ma quella in Italia è anche una “povertà di transizione”: “Quasi 10% della popolazione – ha spiegato Nanni – soffre di povertà energetica e fatica, per esempio, a riscaldare la propria casa”. Inoltre “è diminuita la fiducia nel lavoro e nell’istruzione come veicoli per far fronte alla povertà”. Questo comporta che ricorre a scelte di “guadagno facile e veloce”, finendo a volte nel baratro della ludopatia. Per questo serve investire nel “capitale di cittadinanza”, sapendo che “rispetto al passato, la povertà può colpire chiunque. Oggi le situazioni di povertà sono molto diverse tra loro e rispetto a decenni fa”.
Giorgio Mion, docente all’Università di Verona, ha parlato dei woorking poor e del basso livello di istruzione in troppe fasce del Paese. “Siamo in un sistema estremamente fragile, e l’‘I care’ di don Milani deve essere declinato in chiave globale” – ha osservato – anche per combattere povertà energetica e povertà sanitaria.
Grazie agli interventi di Giovanni Mantovani, presidente della Fondazione della Comunità Veronese, di Mariangela Maraviglia, storica e scrittrice, si è parlato di nuove povertà e fragilità, “una realtà che oggi ci interpella”, e della necessità di superare una semplice risposta filantropica. E non è mancato il richiamo al “grido degli oppressi” e alla necessità di dare “la parola ai poveri” con riferimento a don Primo Mazzolari, don Lorenzo Milani, padre David Maria Turoldo. Nei loro brani, come in quelli di Papa Francesco (Evangelii gaudium) e di Mariangela Gualtieri, proposti ai presenti dall’attore e regista Paolo Valerio, è risuonato lo scandalo della povertà, il suo valore come stile di vita perché è “un richiamo alla sobrietà”, il dovere di lottare, di combattere la povertà quando si fa miseria e ingiustizia, la necessità di trovare strade di solidarietà e di pace.
Nel corso della mattinata Lamberto Frescobaldi, presidente dell’Azienda Marchesi Frescobaldi, ha raccontato il progetto realizzato con i detenuti sull’isola-penitenziario di Gorgona.

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