Giornata Rifugiato: Acli, “difendere diritto d’asilo significa difendere umanità e radici dell’Europa”

“Difendere il diritto d’asilo significa difendere l’umanità e le radici dell’Europa”. Lo affermano le Acli nella Giornata mondiale del rifugiato, istituita dalle Nazioni Unite, rinnovando il proprio impegno accanto a chi è costretto a fuggire da guerre, persecuzioni e violazioni dei diritti.
L’associazione richiama i dati dell’Unhcr: oltre 117 milioni di persone nel mondo vivono in condizioni di fuga forzata, più di 41 milioni sono rifugiati, quasi il 40% dei quali minori, mentre sette su dieci restano lontani da casa da oltre cinque anni. Di fronte a questo scenario, le Acli esprimono “profonde preoccupazioni” per l’attuazione del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, entrato in vigore il 12 giugno 2026, evidenziando il rischio che la centralità delle procedure di frontiera e la logica della sicurezza finiscano per comprimere un diritto fondamentale. “L’Europa sarà fedele alle proprie radici non quando innalzerà nuovi muri, ma quando saprà coniugare sicurezza, accoglienza e giustizia”, affermano le Acli, che fanno proprie le parole di Papa Leone XIV sulla necessità di riconoscere in ogni migrante “una persona, portatrice di una dignità inviolabile”. Secondo l’associazione, la gestione delle migrazioni non può fondarsi “sulla detenzione, sulla paura o sulla sospensione dei diritti”, ma sulla capacità di proteggere i più vulnerabili. Da qui l’appello a costruire canali legali e sicuri di ingresso e a riportare al centro la tutela dei diritti fondamentali.
Infine, il richiamo alla dimensione storica e umanitaria: dal 1990 quasi 80mila persone sono morte o risultano disperse nel tentativo di raggiungere l’Europa, oltre 32mila nel Mediterraneo negli ultimi dieci anni. Una tragedia che, concludono le Acli, “deve interrogare le coscienze” perché i rifugiati “non sono istanze da gestire, ma vite da proteggere e dignità da riconoscere”.

 

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