“Antonio e Francesco hanno visto in Gesù una strada per essere uomini, per restare uomini, secondo quello che tra l’altro anche Papa Leone XIV dice nella sua ultima enciclica: liberi, capaci di un proprio pensiero, capaci di avere una profondità e una ricchezza interiore che nobilita la nostra umanità”. Lo ha affermato mons. Claudio Cipolla, vescovo di Padova, a margine delle celebrazioni per la solennità di sant’Antonio alla Basilica del Santo. Il presule ha sottolineato come la fede di sant’Antonio sia “fisica, umana, che ha le forme dei gesti, della lingua, del dito che sottolinea la parola”: “Sant’Antonio è così popolare perché è stato letto e interpretato attraverso i suoi gesti, le sue azioni. Come il Vangelo ci ha parlato di Gesù attraverso azioni, parole, non soltanto con particolari riflessioni impegnative, ma con parole e opere. Un Vangelo vissuto”. Nella Messa solenne delle 17, p. Roberto Brandinelli, ministro provinciale dei frati minori conventuali, ha incentrato l’omelia sul tema della Tredicina – Antonio e Francesco accomunati – sottolineando che “ciascuno di noi ha ricevuto da Dio un dono preciso ed è con questo che è chiamato a portare il proprio contributo all’edificazione della casa comune”: “Sant’Antonio e san Francesco ci insegnano che la gioia vera risiede nel comprendere ciò per cui siamo stati creati, il posto che ci è stato assegnato e che solo noi possiamo occupare a vantaggio di tutti”.