“L’importanza sociale della verità. Nessuno è custode della verità. Non la possiede nessuno. Siamo tutti alla ricerca di qualcosa. Dobbiamo guardare alla realtà, cercando di capire le idee degli altri”. Lo ha detto Ferruccio De Bortoli, già direttore del “Corriere della Sera”, intervenendo al convegno “Custodire volti e voci umane”, per i 130 anni del settimanale “Il Popolo” della diocesi di Tortona. Per De Bortoli i giornali testimoniano “la fondamentale connessione tra chi scrive e chi legge”, perché “un giornale rappresenta la sua comunità, ma non deve dire alla comunità tutto quello che vorrebbe sentirsi dire, ma anche quello che non si vuole sentire dire”. “Un giornale deve dare informazione con passione e serietà, promuovere domande e riflessioni e avere il coraggio di dire anche quello che non va”, ha aggiunto. “Se l’agorà e la piazza sono invase da notizie irrilevanti, la comunità non è più in grado di affrontare i problemi veri. E oggi corriamo questo pericolo”, ha concluso, ricordando che “i giornali sono tra le poche carte di identità per la cittadinanza di una comunità”.