Nel giorno in cui diverse Chiese di Lombardia sono in festa per le ordinazioni sacerdotali, viene diffusa la “Lettera ai presbiteri”, frutto della riflessione dei vescovi della Lombardia e datata 12 giugno, nella festa liturgica del “Sacro Cuore di Gesù”. Qui di seguito il testo della lettera. “Vi scriviamo con animo fraterno, nella Festa del Sacro Cuore di Gesù, giornata mondiale di preghiera per la santificazione dei sacerdoti”, esordisce il testo. “Nell’esercizio della paternità affidata al nostro ministero episcopale, ci siamo posti in attento ascolto delle vostre esperienze di vita, oggi sempre più connotate da una realtà sociale in continuo cambiamento e da forme pastorali per la maggior parte di noi mutate nel tempo. Un ascolto appassionante, carico di consolazione e dal quale siamo usciti rincuorati. Un ascolto che sempre ci apre alla preghiera. E ci siamo detti: questo è il volto autentico di un presbiterio vivo e reale, espressione di tutte le stagioni della vita sacerdotale e di una multiforme varietà di incarichi pastorali”. I vescovi rinnovano quindi la “gratitudine per la fedeltà quotidiana con la quale venite in aiuto alla nostra debolezza, nella guida del popolo di Dio a noi affidato”. Precisano: “Viviamo un tempo che non possiamo più leggere con categorie abituali. Non si tratta solo di affrontare difficoltà nuove, ma di riconoscere che siamo dentro un cambiamento che ci supera e insieme ci coinvolge. È un tempo che può generare smarrimento, talvolta anche scoraggiamento, ma che porta con sé una promessa: quella di una Chiesa più essenziale, più fraterna, più vicina alla vita reale delle persone. Non siete soli dentro questo passaggio. E non siete chiamati a ‘risolverlo’, ma ad abitarlo con fede”. Il documento prevede quattro paragrafi: Senza attraversare le fatiche non nasce nulla di nuovo; Senza fraternità il ministero si indebolisce; Senza corresponsabilità la sinodalità resta incompiuta; Senza formazione adeguata il cambiamento non regge.
“Carissimi, non abbiamo soluzioni pronte da offrirvi, ma desideriamo camminare con voi, ascoltarvi ancora, accompagnarvi”, concludono i vescovi. “E insieme a voi vogliamo lasciarci guidare dallo Spirito, che non smette di aprire strade nuove. Affidiamo questo tempo, e ciascuno di voi, al Signore. E vi chiediamo di continuare a essere, con semplicità e verità, ciò che siete: uomini del Vangelo, dentro la vita ordinaria della nostra gente”.