(da Acerra) “Il Signore ci fa domande nuove su come si vive nei nostri quartieri, sulla disponibilità a lavorare insieme fra persone e istituzioni, sulla nostra passione educativa, sull’onestà nel lavoro, sull’equa distribuzione del potere e delle ricchezze, sul rispetto per le persone e per tutte le creature”. Lo ha detto il Papa, nel suo primo discorso ad Acerra, in cattedrale. “Potranno queste terre rivivere?”, si è chiesto Leone XIV: “Siate voi stessi la risposta: una comunità unita, nelle fede e nell’impegno. La vita allora si moltiplicherà”. “Occorre fidarsi ancora, ascoltare ancora, credere ancora”, l’esortazione: “Le piccole e grandi ripartenze con cui avete affrontato il dolore non sono ancora tutto. Lo Spirito Santo vi conceda di vedere un esercito di pace che si alza in piedi e guarisce le ferite di questa terra e delle sue comunità. Non più fuoco che distrugge, ma fuoco che ravviva e riscalda, il fuoco dello Spirito che accende i cuori e le menti di migliaia e migliaia di uomini e donne, di bambini e di anziani e ispira cura, consolazione, attenzione, amore vero”.