Custodia del Creato: oltre 120 organizzazioni cattoliche all’Ue, “tassare i mega-profitti fossili e guidare la transizione globale”

“Mentre la crisi energetica globale e i conflitti mettono ancora una volta in luce la vulnerabilità del nostro continente, chiediamo all’Unione europea di rimanere fedele ai suoi valori fondanti in materia di dignità umana e diritti umani e di fissare obiettivi coraggiosi per salvaguardare il presente e il futuro. Chiediamo un’azione climatica giusta che protegga i più vulnerabili ora e garantisca i diritti delle generazioni future, compresa l’eliminazione graduale dei combustibili fossili”. Si apre con queste parole l’appello urgente “Europa, sii fedele alla nostra casa comune” sottoscritto da oltre 120 organizzazioni cattoliche provenienti da 20 Paesi dell’Ue e diffuso in occasione della Settimana Laudato si’.
L’appello – viene spiegato in un comunicato – esorta l’Ue a rimanere salda nei suoi valori fondanti – la dignità umana e il bene comune – accelerando una transizione energetica che sia socialmente giusta. Il documento giunge in uno snodo politico cruciale: mentre l’Irlanda si appresta ad assumere la Presidenza del Consiglio dell’Ue nella seconda metà del 2026 (in vista della prossima conferenza sull’uscita dai combustibili fossili che co-presiederà con Tuvalu all’inizio del 2027), i leader europei stanno avviando i negoziati sul prossimo bilancio settennale dell’Unione.
“Questa campagna nasce in un momento critico: la seconda crisi energetica globale in meno di cinque anni e i principali conflitti in corso evidenziano la nostra profonda interdipendenza e vulnerabilità comune”, ha dichiarato Lorna Gold, direttrice esecutiva del Movimento Laudato si’, convita che “l’Europa ha un’opportunità unica e la responsabilità morale di accelerare l’uscita dai combustibili fossili e passare all’energia pulita, anche attraverso l’introduzione di una tassa permanente sui profitti colossali delle compagnie fossili”.
“L’Europa – si legge nel documento – si trova di fronte a una scelta radicale: guidare l’eliminazione graduale dei combustibili fossili o schierarsi con le aziende più inquinanti, responsabili da sole di metà delle emissioni globali di carbonio”. I firmatari esprimono tuttavia profonda apprensione per il fatto che l’Ue stia progressivamente smantellando la propria legislazione ambientale, abdicando al ruolo di leader climatico globale. Troppo spesso, sotto la dicitura di “semplificazione”, si è assistito a una vera e propria deregolamentazione – come nel caso del pacchetto legislativo “Omnibus” in discussione – che finisce per posticipare gli impegni climatici, aumentare la dipendenza dal fossile, indebolire i doveri di diligenza (due diligence) e tagliare i presidi di salvaguardia sociale e ambientale.

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