Il calo delle domande d’asilo nell’Unione europea non alleggerisce la pressione sui sistemi nazionali di accoglienza, a causa di un numero ancora elevato di pratiche pendenti. Secondo i dati diffusi da Eurostat, a febbraio 2026 le persone che hanno presentato per la prima volta domanda di protezione internazionale nei Paesi Ue sono state 46.420 (-21% rispetto al 2025, -9% rispetto a gennaio), a cui si aggiungono 9.080 richiedenti che hanno ripresentato domanda dopo una decisione precedente (+12% su base annua). Il Venezuela si conferma primo Paese di origine dei richiedenti con 6.835 domande, seguito da Afghanistan (4.325), Bangladesh (3.450) ed Egitto (1.815). L’accoglienza resta concentrata in pochi Stati membri: Italia (10.560 domande), Spagna (10.410), Francia (7.900) e Germania (6.985) raccolgono complessivamente il 77% delle prime richieste. In rapporto alla popolazione, la pressione maggiore si registra in Grecia (34,3 richiedenti ogni 100 mila abitanti), seguita da Spagna e Irlanda. Particolarmente rilevante il dato sui minori non accompagnati, 1.015 nel solo mese di febbraio: provengono soprattutto da Somalia, Venezuela e Afghanistan e presentano domanda in prevalenza in Germania, Spagna e Francia. Nonostante il calo delle nuove domande, il sistema d’asilo europeo continua a mostrare criticità. Alla fine di febbraio risultano 1,20 milioni le richieste in attesa di decisione, con la Germania che registra il numero più elevato di pratiche pendenti (oltre 291mila) seguita da Spagna e Italia.