Fraternità: p. Occhetta, “è una scelta culturale che può trasformare leggi e società”

(Foto Calvarese/SIR)

(Torino) “Il diritto può abitare la fraternità”. Con questa affermazione p. Francesco Occhetta ha rilanciato la necessità di rendere concreto il messaggio della “Fratelli tutti” di Papa Francesco, intervenendo in video nello Spazio Media Cei e Uelci del Salone internazionale del Libro di Torino all’incontro “La fraternità è possibile – La speranza dei cristiani nel mondo lacerato dalle guerre e dalla violenza”, organizzato da Mediagraf, moderato da Lucia Capuzzi, e al quale sono intervenuti don Michele Gianola, Ignazio Ingrao, p. Enzo Fortunato e Piero Damosso. P. Occhetta ha definito la fraternità “una scelta culturale controcorrente”, capace di incidere su leggi, riforme e modelli sociali: “Rendere sistema le buone pratiche significa trasformare la società”. Ha richiamato esperienze storiche in cui la spinta della fraternità ha generato cambiamenti concreti, sottolineando come “uguaglianza e libertà non bastano senza fraternità”. Il gesuita ha inoltre richiamato la necessità di una nuova stagione di formazione continua: “Nessuno si può dire arrivato”, soprattutto nell’epoca dell’intelligenza artificiale e della tecnocrazia. “Quando si parla di fraternità si parla di amicizia”, ha dichiarato Ingrao ricordando Papa Leone XIV, segnato dalla fraternità di radice agostiniana, dove amicizia è stile di pace.

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