Incontri Mediterranei: dal 6 al 13 giugno a Barcellona “MED26, un soffio di pace in terra catalana”

70 giovani di diverse fedi e provenienti da 25 paesi del Mediterraneo, 60 vescovi e 70 attori impegnati nella solidarietà mediterranea. Saranno quest’anno i protagonisti degli “Incontri Mediterranei” che dopo Bari (2020), Firenze (2022) e Marsiglia (2023), si terranno a Barcellona dal 6 al 13 giugno in contemporanea con la visita di Papa Leone XIV. Gli organizzatori dell’incontro hanno reso noto oggi il programma dell’evento che avrà quest’anno per titolo “MED26, un soffio di pace in terra catalana” e prenderà il via per i giovani presso il Monastero di Montserrat. Il 9 giugno, i giovani si ricongiungeranno a Barcellona con i vescovi e con la visita di Papa Leone alternando sessioni di lavoro alla partecipazione agli appuntamenti del viaggio di Leone in città. I vescovi saranno affiancati nel loro lavoro anche dal gruppo di teologi, legati alla Rete RTMed. Venerdì 12 giugno si svolgerà la sessione conclusiva dei vescovi e sabato 13, la sintesi dei lavori e la cerimonia di chiusura.
“Il cardinale Omella, in stretta collaborazione con il cardinale Aveline – spiega padre Alexis Leproux, vicario episcopale di Marsiglia, coordinatore degli incontri mediterranei -, ha voluto, in questa occasione, invitare vescovi, operatori di pace e attori della solidarietà, nonché giovani di diverse fedi provenienti dalle cinque sponde del Mediterraneo, per consolidare il processo avviato a Bari nel 2020 e proseguito a Marsiglia nel 2023. Anno dopo anno, vediamo la situazione nel Mediterraneo sempre più minacciata e colpita da numerosi conflitti e difficoltà socioeconomiche. Appare quindi tanto più necessario rafforzare i ponti che stiamo costruendo tra le nostre diocesi e le nostre comunità per servire la pace e la giustizia in questa regione”. A Barcellona, i giovani arriveranno dopo aver vissuto una lunga esperienza a bordo di una nave-scuola di pace “Bel Espoir” che per un anno ha navigato per il Mediterraneo approdando a i maggiori porti che si affacciano sul Mediterraneo.
“L’appello di Papa Francesco a non abbandonare questo mare alla violenza del traffico di esseri umani, ma a farne un mare di bontà e fraternità, non è rimasto inascoltato”, assicura padre Leproux. “Continua a risvegliarci alla bellissima responsabilità di servire costantemente la vita, specialmente quella dei più vulnerabili, lungo le rive del nostro mare comune”.

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