“Le donne, più degli uomini, sono capaci di operare la pace”. Così il vescovo di Savona-Noli, mons. Calogero Marino, ha iniziato venerdì sera il penultimo incontro della “Scuola della Parola” ospitato dalla parrocchia San Giuseppe. “Pace è un sostantivo femminile – ha aggiunto –. La pace è portata avanti da donne che in tante parti del mondo si impegnano per costruirla”. “Talvolta – ha commentato il presule – sono donne conosciute. Penso a Esther Hillesum (scrittrice olandese ebrea vittima dell’Olocausto, n.d.r.) o Madeleine Delbrêl (assistente sociale francese riconosciuta venerabile dalla Chiesa cattolica, n.d.r.). Altre volte sono madri, figlie, sorelle che, senza che nessun potente del mondo le conosca, cercano di operare per legami diversi da quelli che invece i potenti stessi vogliono distruggere: penso alle donne in Birmania, Israele, Palestina, Russia o Ucraina”. “Non è un caso che i potenti della Terra, lo si nota aprendo i giornali, abbiano volti e nomi di maschi – ha detto ancora il vescovo –. In Maria vogliamo raccogliere tutte le donne che si impegnano per la pace. Il momento di preghiera di stasera compie il cammino di quest’anno in cui abbiamo tentato di contemplare il mistero della pace per imparare ad esserne artigiani laddove ci troviamo a vivere”.
L’ultimo appuntamento della “Scuola della Parola” sarà sabato 23 maggio alle 21 nella cattedrale Nostra Signora Assunta in concomitanza con la veglia di Pentecoste.