Giornalismo: Premio Focherini a Nello Scavo. Kahlout, “centinaia di giornalisti morti a Gaza mentre si discuteva se c’era genocidio”

(Foto Premio Focherini)

“Considero questo riconoscimento che mi avete tributato non solo un premio ma un mandato”. Con queste parole Nello Scavo, inviato di Avvenire, ha accolto il conferimento del Premio Odoardo Focherini per la libertà di stampa, giunto alla seconda edizione. Collegato da Beirut in video intervista, Scavo ha denunciato come il rapporto tra democrazia e libertà di stampa sia “fortemente messo in discussione anche nei paesi democratici, attraverso l’introduzione di leggi e norme che condizionano soprattutto l’accesso alle fonti”. Ha inoltre ringraziato i promotori per “un contributo alla salvaguardia del buon giornalismo che è fatto di presenza, di testimonianza, di vicinanza, della fatica di mettere insieme le parole, di raggiungere luoghi difficili”. La premiazione si è svolta ieri al Campo di Fossoli di Carpi, nell’ambito del convegno “Libertà di stampa e democrazia: testimoni di ieri e di oggi”, promosso dalla Fondazione Fossoli e dall’Associazione Stampa Modenese con Ucsi, Fisc, Aser e Avvenire, alla presenza di oltre cento giornalisti. Momento forte del convegno il dialogo tra Emanuele Fiano e il giornalista palestinese di Al Jazeera Safwat Kahlout, che ha denunciato: “Centinaia di giornalisti sono morti a Gaza mentre qui da voi si discuteva se c’era genocidio o no”. Istituito anche un premio per giornalisti precari under 40, vinto da Alex Giuzio di Ravenna e Thomas Trenchi di Piacenza.

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