Un calo di oltre 43 miliardi di dollari negli aiuti pubblici allo sviluppo nel 2025 (-23,1%), con conseguenze già drammatiche e un rischio stimato di oltre 9 milioni di vittime entro il 2030: è quanto denuncia Oxfam sulla base dei dati Ocse. Secondo l’organizzazione, la riduzione dei fondi ha già inciso sulla lotta a malattie come Hiv e malaria, causando circa 700 mila morti in un solo anno, mentre gli Stati Uniti, con un taglio di 29 miliardi, risultano responsabili del 75% della decrescita. In questo quadro, l’Italia registra un impegno sostanzialmente stagnante, con oltre il 20% delle risorse destinate a coprire i costi interni per i rifugiati. “Con questi drammatici tagli per il terzo anno consecutivo, i governi dei Paesi ricchi lasciano milioni di persone nel Sud Globale senza beni e servizi essenziali per la sopravvivenza. Soprattutto nei paesi colpiti dalle più gravi crisi umanitarie in Medio Oriente e in Africa”, afferma Francesco Petrelli, portavoce di Oxfam Italia, sottolineando che “si tratta di un attacco al sistema multilaterale dell’Onu, basato sul principio del dialogo e della negoziazione, mentre si dichiara guerra non alla povertà, ma ai poveri”. L’organizzazione evidenzia inoltre il paradosso tra la riduzione degli aiuti e l’aumento delle spese militari: “Se da un lato si cancellano gli interventi per vaccini e pandemie – continua Petrelli – dall’altro si programmano spese militari sempre più ingenti”. Da qui l’appello alla comunità internazionale a invertire la rotta e a rilanciare la cooperazione come strumento di pace e giustizia, rafforzando il sostegno ai processi multilaterali e alla lotta alle disuguaglianze globali.