Haiti: allarme della Croce Rossa, “conseguenze catastrofiche” per nuova ondata di violenza. “Accesso ad acqua potabile è un pericolo mortale”

Le conseguenze della nuova ondata di violenza, in corso nella capitale di Haiti, Port-au-Prince, sono catastrofiche. Lo ha denunciato, ieri, la Croce Rossa internazionale. “Gli ospedali non riescono più a funzionare correttamente – la denuncia dell’organizzazione –. L’Ospedale universitario statale di Haiti (Hueh), la più grande struttura pubblica del Paese, è stato attaccato mentre si preparava alla riapertura. Anche l’ospedale privato Bernard Mevs, così come diversi operatori umanitari, è stato oggetto di atti di violenza”. In molti quartieri, l’accesso all’acqua potabile diventa una sfida quotidiana, se non addirittura un pericolo mortale. Spesso, gli abitanti devono mettere a rischio la propria vita per andare a cercare l’acqua, poiché alcuni punti di approvvigionamento si trovano in zone colpite da scontri armati. I fornitori di acqua, sia pubblici che privati, esitano a effettuare consegne in quelle zone a causa dei rischi di attacco.
“Tutte le necessità sono urgenti – avverte Marisela Silva Chau, capo della delegazione del Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr) ad Haiti –. I servizi di base sono sospesi: le scuole chiudono, il sistema sanitario crolla e trovare cibo o acqua diventa un vero calvario, sia per le popolazioni sfollate che per quelle che rimangono in queste zone desolate”. In un contesto così instabile, il Cicr continua a operare senza sosta, per garantire l’accesso all’acqua, all’assistenza sanitaria, al cibo e alla protezione delle popolazioni più vulnerabili. “La nostra risposta rimane neutrale e imparziale – conclude Silva Chau –. L’urgenza è proteggere le popolazioni più colpite dalla violenza armata e garantire l’accesso ai servizi essenziali”.

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