Libano: card. Aveline (vescovi francesi), “Paese vittima e ostaggio dei potenti di questo mondo”. “Sicurezza di un popolo non si ottiene alimentando l’odio”

“Ancora una volta, il Libano è vittima dei potenti di questo mondo, ma anche ostaggio di coloro che affermano di difenderlo. Tutti sembrano avere un solo obiettivo: distruggere il messaggio che esso rappresenta, ovvero la possibilità di una pacifica convivenza tra persone di culture e religioni diverse”. È la durissima presa di posizione del card. Jean-Marc Aveline, presidente della Conferenza episcopale di Francia, che in un comunicato diffuso ieri sera a seguito dei massicci raid israeliani che hanno colpito Beirut e il Libano meridionale, ha voluto esprimere al popolo libanese “in questo giorno di lutto “il mio dolore, la mia indignazione e la mia piena solidarietà”. L’8 aprile, massicci raid israeliani hanno colpito senza preavviso diversi quartieri nel cuore di Beirut, così come la periferia meridionale della capitale, il Libano meridionale e la valle della Bekaa, causando oltre 300 morti e centinaia di feriti. Queste cifre si aggiungono alle 1.500 vittime e 1,2 milioni di sfollati dall’inizio del conflitto tra Hezbollah e Israele. “Condanno con la massima fermezza questa intollerabile operazione, perversamente definita “tenebre eterne”, così come il cinismo con cui è stata condotta, proprio nel momento in cui stava entrando in vigore un cessate il fuoco tra le parti in conflitto. La spirale di violenza deve finire e il diritto internazionale deve essere rispettato. La storia ci insegna che la sicurezza di un popolo non si ottiene alimentando l’odio verso gli altri”.
Il card. Aveline ricorda nella Dichiarazione la missione di mons. Hugues de Woillemont, direttore generale di Œuvre d’Orient, del card. Raï, patriarca della Chiesa maronita, e dell’arcivescovo Paolo Borgia, nunzio apostolico in Libano, che hanno partecipato alla consegna di aiuti umanitari alla popolazione civile del Libano meridionale. “Hanno assistito alla devastazione che da settimane imperversa nella regione di Tiro e Sidone a causa di un conflitto i cui obiettivi territoriali si fanno sempre più chiari, a danno di popolazioni che vivono in queste terre da secoli”, afferma Aveline. “Tornati a Beirut, hanno visto la devastazione causata dai micidiali raid dell’esercito israeliano contro la popolazione civile nel cuore della città”.
Da qui l’invito dell’arcivescovo Aveline, a nome di tutti i vescovi di Francia, di aderire all’invito di Papa Leone XIV e riunirsi in preghiera per la pace sabato 11 aprile alle 18. “Incoraggio inoltre coloro che lo desiderano e ne hanno la possibilità a sostenere l’Œuvre d’Orient con donazioni, al fine di fornire un aiuto concreto al popolo libanese, alle comunità cristiane del Medio Oriente e, attraverso di esse, a tutti i popoli che aspirano a vivere in pace in quelle regioni”.

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