“Il progetto europeo è da sempre fondato sui principi di solidarietà, fraternità umana e tutela dei più vulnerabili. Questi principi non sono opzionali; sono al centro dell’identità dell’Unione. Qualsiasi sviluppo politico che rischi di minarli richiede un’attenta riflessione e un rinnovato impegno”. Lo affermano i vescovi dell’Unione europea in una presa di posizione diffusa ieri a seguito del voto del Parlamento europeo sulle nuove politiche di rimpatrio dell’Ue in materia di migrazione. La Commissione delle Conferenze episcopali Ue (Comece) esprime in una nota “profonda preoccupazione” e afferma: “Questa votazione segnala un preoccupante cambiamento politico all’interno del Parlamento, che consente l’emergere di nuove maggioranze su questioni di fondamentale importanza. Tali sviluppi rischiano di rimodellare l’approccio dell’Unione europea in settori chiave, tra cui la migrazione e la protezione della nostra casa comune, in modi che potrebbero discostarsi dai suoi valori fondanti”. La Comece è particolarmente allarmata dalle “potenziali conseguenze della posizione adottata per la dignità e i diritti fondamentali delle persone vulnerabili. Le misure che facilitano i rimpatri, ampliano la detenzione ed esternalizzano le responsabilità a Paesi terzi sollevano seri interrogativi sull’effettiva tutela dei diritti umani e sul rispetto della dignità di ogni persona”. Secondo l’episcopato cattolico europeo, “questo voto, pertanto, mette in luce una preoccupazione più profonda: una possibile crisi d’identità all’interno dell’Unione europea. In un momento di incertezza globale, l’Europa è chiamata a non rinunciare ai propri valori, ma a riaffermarli con chiarezza e coraggio”. Da qui un appello: “La Comece esorta l’Unione europea e i suoi Stati membri, nei prossimi negoziati, a garantire che le politiche migratorie rimangano saldamente ancorate al rispetto della dignità umana, dei diritti fondamentali e dei valori fondanti dell’Unione. La Chiesa nell’Unione europea continua a impegnarsi a contribuire in modo costruttivo a questo dibattito, promuovendo politiche che sostengano sia la giustizia sia la compassione”. La Comece – si legge nel comunicato – terrà la sua prossima Assemblea generale a Cipro a metà aprile e migrazione e asilo saranno tra i principali temi di discussione. In questa occasione, i vescovi dell’Unione europea “rifletteranno sugli sviluppi recenti e individueranno le azioni appropriate in risposta a questa problematica, che rappresenta attualmente una questione di grande importanza per la Chiesa nell’Unione europea”. Giovedì 26 marzo, con 389 voti favorevoli, 206 contrari e 32 astensioni, il Parlamento europeo ha approvato il passaggio alla fase successiva dell’iter legislativo per l’aggiornamento del sistema comune dell’Ue per il rimpatrio dei cittadini di Paesi terzi che soggiornano illegalmente nell’Ue.