Leone XIV: domenica 15 marzo visita la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo

Domenica prossima, 15 marzo, Leone XIV visiterà la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo, la quinta dall’inizio del pontificato. Come nei precedenti incontri, il Papa arriverà attorno alle 16 e sarà accolto dai bambini, dai giovani e dalle loro famiglie nel cortile dell’oratorio. Quindi entrerà negli ambienti parrocchiali e saluterà i malati, una rappresentanza dei poveri e dei senza tetto che usufruiscono del servizio docce presente nel complesso parrocchiale; ci saranno anche i volontari della Caritas e della Comunità di Sant’Egidio che si prendono cura di loro. Alle 17, Papa Leone presiederà la Messa, che sarà concelebrata dal cardinale vicario Baldo Reina, dal vescovo eletto mons. Marco Valenti, dal parroco don Francis Refalo, dai parroci della prefettura. Ci saranno anche don Giuseppe Argento, ex parroco della comunità originario di Agrigento; e don Jesus, giovane prete spagnolo, che ha scoperto la sua vocazione sacerdotale proprio frequentando la comunità di Ponte Mammolo, mentre si trovava in Italia per il progetto Erasmus. Al termine della celebrazione, il Papa incontrerà il consiglio pastorale parrocchiale e infine i sacerdoti che operano e vivono nella parrocchia. Infine saluterà i fedeli all’esterno della chiesa e poi farà ritorno in Vaticano. “La notizia che il Papa sarebbe venuto a visitarci ha generato grande commozione”, ricorda il parroco don Francis Refalo, originario di Malta, che tutti chiamano affettuosamente “don Franz”: “Si sono affacciate tante persone, anche  che non frequentano abitualmente la parrocchia, e hanno voluto aiutare. In loro si è accesa una fiamma”. Nel territorio parrocchiale rientra anche il carcere di Rebibbia. “Questa vicinanza è una vocazione speciale della nostra parrocchia – sottolinea il sacerdote –; se ci troviamo qui non è un caso, è una realtà alla quale dobbiamo rispondere. C’è il desiderio
di realizzare dei monolocali per chi è in permesso premi”. Grande è l’attenzione verso i “fratelli detenuti”, ma anche verso gli anziani, gli ammalati, i giovani, per i quali è stato riaperto l’oratorio estivo. Numerosi pure gli stranieri che abitano nella zona, provenienti da Paesi asiatici come Filippine, Bangladesh, Pakistan, ma soprattutto dall’America Latina, in particolare dal Perú. “Parteciperà all’offertorio
una famiglia peruviana che frequenta ogni giorno la nostra parrocchia”, rende noto don Franz: “hanno una figlia di 12 anni, che riceverà i sacramenti dell’iniziazione cristiana durante la Veglia di Pasqua”. La parrocchia si fa prossima ai migranti del territorio in tanti modi diversi: con il Centro di ascolto, o con la scuola di italiano per stranieri, attiva da vent’anni “che non aiuta solo nell’integrazione ma diventa accompagnamento”, sottolinea il parroco.

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