“Non tutto può essere calcolato: ciò che ci fa intelligenti non può essere ridotto a calcolo”. Lo ha detto Paolo Ruffini, Prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede, presentando oggi il documentario “Nelle tue mani”, scritto da Fausta Speranza, giornalista de L’Osservatore Romano, con la regia di Stefano Gabriele (FrameXS). Il lavoro – proiettato in anteprima a Roma, nella Sala San Pio X – affronta il tema dell’arte manufatturiera alla luce dell’IA, esplorando il valore della manualità e le implicazioni delle nuove tecnologie sulla psiche e sull’esperienza umana. “Un piccolo film che parla della differenza tra l’ingegno umano che crea e l’ intelligenza artificiale che calcola”, lo ha definito il Prefetto, mettendo il guardia dal “rischio di cadere inconsapevolmente in una trappola che noi stessi abbiamo creato”. Di qui l’importanza di “fermarsi a riflettere insieme su dove stiamo andando, in un tempo che corre così veloce”. Al centro del documentario, l’esperienza di alta artigianalità della bottega Arte Poli di Verona, una vetreria artistica che ospita il magazzino di vetro soffiato più grande del mondo, ammirato da visitatori e addetti ai lavori di ogni nazionalità. E proprio sul contributo insostituibile della tradizione artigianale italiana si è soffermato il Presidente del Senato, Lorenzo Fontana: “Se l’uomo usa la sua anima – ha detto – non deve aver paura della tecnologia, se invece non usa la sua anima rischia di venire dominato dalle macchine. Non dobbiamo aver paura della tecnologia, ma non dobbiamo farci dominare da essa”. “Custodire la centralità della persona”: è questa, secondo il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso – intervenuto in videocollegamento – la sfida da raccogliere riguardo all’intelligenza artificiale, che “non è neutrale eva accompagnata da una riflessione etica e culturale, oltre che da una maggiore competenza”.