“L’inculturazione non è una concessione secondaria né una mera strategia pastorale, ma un’esigenza intrinseca della missione della Chiesa”. Lo ha scritto Papa Leone XIV nel messaggio – in lingua spagnola – ai partecipanti al Congresso teologico pastorale sull’evento di Guadalupe, in Messico. Il testo, datato 5 febbraio e diffuso oggi dalla Sala stampa vaticana, è dedicato al tema dell’inculturazione del Vangelo. Per il Papa “evangelizzare consiste, prima di tutto, nel rendere presente e accessibile Gesù Cristo” e questo annuncio “avviene sempre all’interno di un’esperienza concreta”. “Inculturare il Vangelo – spiega Leone XIV – significa seguire lo stesso cammino che Dio ha percorso: entrare con rispetto e amore nella storia concreta dei popoli perché Cristo possa essere veramente conosciuto, amato e accolto dall’interno della loro stessa esperienza umana e culturale”. Il Pontefice precisa che “nessuna cultura, per quanto preziosa, può identificarsi senza altro con la Rivelazione né diventare criterio ultimo della fede”. In questa prospettiva, scrive il Papa, Santa Maria di Guadalupe “è una lezione della pedagogia divina sull’inculturazione della verità salvifica”: “La Morenita manifesta il modo di Dio di avvicinarsi al suo popolo: rispettoso nel suo punto di partenza, intelligibile nel suo linguaggio e fermo e delicato nella sua conduzione verso l’incontro con la Verità piena”. Il Congresso si svolge in vista dei 500 anni dell’apparizione guadalupana.