“Il più importante sostegno che la Chiesa polacca porta in Ucraina sono i sacerdoti e le religiose che lavorano nel Paese in guerra per aiutare la popolazione”. Lo afferma il direttore del gruppo di lavoro in sostegno alle Chiese dell’Est dell’episcopato polacco, don Leszek Kryza, di ritorno da un viaggio in Ucraina. “I sacerdoti ci accompagnano quando va bene e quando va male; sono con noi nei rifugi e quando non abbiamo niente da mettere in pentola; insieme preghiamo, cuciniamo e piangiamo”. A Zaporizhzhia, a 15 chilometri dal fronte, quattro volte a settimana anche 2mila persone si mettono in fila per ore per una pagnotta. Molti anziani e persone con disabilità devono scegliere se comprare viveri o medicine. Agli adulti vengono distribuite anche scatolette di carne, ai bambini un cioccolatino o un lecca-lecca. “Tutta la brutalità di quattro anni di guerra si rispecchia negli occhi di anziani, bambini, persone con disabilità e profughi che devono ricominciare da zero”, osserva mons. Krzysztof Chudzio, presidente della Commissione caritativa dell’episcopato polacco. Il programma “Da famiglia a famiglia”, promosso dalla Caritas Polska, dal 2022 sostiene oltre 2.300 famiglie e un migliaio di persone sole; nel 2025 ha aiutato 755 persone con disabilità. Un programma per minori ha coinvolto 3.515 bambini e adolescenti. Nei centri di sostegno in dieci città ucraine servizi a quasi 7mila persone. Nel 2025 sostenuti quasi 150mila profughi ucraini in Polonia con aiuti materiali, cure psicologiche e percorsi di integrazione.