L’attività di monitoraggio ha consentito di individuare “505 domini nazionali coinvolti nella diffusione di materiale illecito”. Lo rivela il Report 2025 pedofilia e pornografia “Bambini vittime” dell’Associazione Meter, presentato a Roma. Tra i Paesi e territori maggiormente interessati figurano “la Nuova Zelanda con 177 segnalazioni, il Territorio Britannico dell’Oceano Indiano con 110, il Montenegro e la Russia con 46 ciascuno e gli Stati Uniti con 44”. Tra i domini nazionali monitorati da Meter rientra “il dominio italiano .IT con 14 segnalazioni effettuate”. Sui domini generici sono stati segnalati “1.532 link”. Tra questi, “individuate 5 macro-cartelle compresse (.RAR) contenenti 4.964 ulteriori archivi”, il cui accesso archivi avviene generalmente” previa registrazione e/o pagamento”. Il dominio generico più segnalato risulta essere “il .COM con 964 casi rilevati”.
C’è stata “una riduzione del numero di link totali (domini nazionali e generici) segnalati, passati da 8.034 nel 2024 a 2.037 nell’ultimo anno” in quanto “i pedocriminali utilizzano sempre più link effimeri che cambiano dopo ogni accesso e restano disponibili solo per brevi periodi. L’uso sempre più sofisticato dell’intelligenza artificiale, di bot automatici e di strumenti digitali crittografati ha reso la diffusione di materiale pedopornografico più rapida e difficile da intercettare”.