Diocesi: mons. Soddu (Terni), “san Valentino sia accolto come il lievito buono e fecondo per la crescita integrale della persona”

(Foto diocesi di Terni-Narni-Amelia)

“Soprattutto per i ragazzi e giovani Valentino porge la sua esperienza di vita affinché ogni suo tratto possa esser utilizzato come fondamento nella composizione intelligente dei vari tasselli e opportunità di crescita sulla via del bene. Di questo c’è tanto bisogno nella società di oggi! Valentino sia accolto perciò nella vita di ciascuno, nelle famiglie, nei gruppi, nelle scuole, nei posti di lavoro o di svago come il lievito buono e fecondo per la crescita integrale della persona”. Lo ha affermato ieri il vescovo di Terni-Narni-Amelia, mons. Francesco Soddu, durante il solenne pontificale per la festa di San Valentino, patrono della città di Terni e della diocesi.
Nell’omelia, il presule ha osservato che “s
an Valentino si presenta a noi come esempio fulgido da seguire sulla via della umanità e della santità. Egli emerge per quella sapienza del cuore che coincide con l’amore di Dio. La sua norma di vita è stata aderire al Vangelo. Intelligenza, legge e cuore in Valentino sono pienamente in sintonia e connesse per formare l’ossatura robusta della persona e del santo”. “Egli – ha proseguito il vescovo – ha vissuto una vita buona perché ha nutrito la sua esistenza con il Vangelo che è il bene sommo, il cibo sano per la vita sana. Tra le tante opportunità di una esistenza nociva e a buon mercato ha saputo scegliere e coltivare questo bene e non lo ha barattato con nient’altro. In un periodo, quello di Valentino, in cui l’odio per la fede portava al disprezzo stesso per la vita fino a inculcare il male in tutte le sue dimensioni facendolo passare per ottima cosa e utile per la crescita degli individui, egli si oppose risolutamente, testimoniando una ovvietà che anche oggi necessita d’esser presa in seria considerazione: se a una persona o a qualsiasi essere vivente viene somministrato del veleno, questi si ammala e inesorabilmente è destinato a perire”.
Facendo poi riferimento alla liturgia della Parola, il vescovo ha poi sottolineato come l’osservanza dei comandamenti non solo non è fine a sé stessa “ma addirittura, nella misura in cui tu osservi ciò che il Signore ti dice, questo sarà utile per la custodia della tua vita. Tutto ciò però è veicolato dalla libera volontà delle persone di scegliere il bene o il male. Da qui ha origine il senso pieno della felicità, della beatitudine: ‘Beato chi cammina nella legge del Signore’. La Parola di Dio insegna che per poter aderire in pienezza a tutto questo è necessaria una particolare sapienza la quale va oltre quella che comunemente si ritiene essere tale. Si tratta della sapienza di Dio che, prefigurata in tutta la storia della salvezza. Pertanto il modo di agire del discepolo del Signore deve superare la sapienza e giustizia stabilite e confrontarsi con il suo compimento, ossia con Gesù e il suo insegnamento”. “Più di una volta – ha aggiunto – il Signore ritorna su questo argomento. A lui non interessano le indagini demoscopiche o il numero di coloro che lo seguono, quanto piuttosto sta a cuore la risposta ed adesione personale alla buona notizia del Regno. Gesù scioglie i vincoli di qualsiasi contenimento del bene posto da un limite umano e così proiettare la persona verso la libertà assoluta che proviene da Dio. Tale libertà coincide pienamente con l’amore”.
Durante il pontificale è stata accesa la lampada votiva e pronunciato l’atto di affidamento della città al santo patrono da parte della presidente del Consiglio comunale, Sara Francescangeli. Le parrocchie della città di Terni hanno offerto il cero al patrono.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Diocesi