Università: Mattarella a Trento, “elaborare e trasmettere cultura è la più provvidenziale risposta in questo momento difficile della vita del mondo”

(Foto Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

“In questo momento difficile della vita del mondo, con difficoltà rispetto alle quali come emerso dalla lectio del professor Tognon De Gasperi ci parla ancora, di fronte ai rischi che elementi di barbarie ritornino nei rapporti tra gli Stati e nella vita internazionale, elaborare, approfondire, sviluppare e trasmettere cultura è la più provvidenziale, indispensabile, preziosa risposta che si possa dare”. Lo ha affermato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo all’inaugurazione dell’anno accademico 2025/2026 dell’Università degli studi di Trento, cerimonia preceduta dall’intitolazione della Biblioteca universitaria centrale ad Alcide De Gasperi.
“Sono passati molti decenni dall’intuizione di Bruno Kessler e dall’impegno di Nino Andreatta per l’avvio di questo Ateneo che si è sviluppato con un crescente e veloce successo, con il contributo di tutte le di tutte le componenti dell’Università”, ha sottolineato il Capo dello Stato, secondo cui “l’impegno verso il futuro è quello che l’incalzare delle novità, delle innovazioni richiede con particolare attenzione e impegno, naturalmente sulla base della storia, di quanto acquisito, delle basi di origine”. Mattarella ha poi osservato che “è stata una particolare coincidenza quella di intitolare questa mattina ad Alcide De Gasperi, la Biblioteca centrale in questo anno e siamo nell’80° anno della Repubblica di cui Alcide De Gasperi è stato il primo Capo dello Stato, per due settimane, ma quelle cruciali, significative della nascita della Repubblica”. “Questa intitolazione di questa magnifica struttura – ha proseguito – dovuta al genio di Renzo Piano che diventa adesso il luogo degli studenti, dell’approfondimento, della riflessione, evoca una quantità di significati. Anzitutto quello della identità trentina di De Gasperi, identità sempre conservata con determinazione; il suo ruolo di bibliotecario della Biblioteca Vaticana, dove la Santa Sede assicurò a De Gasperi un lavoro che Pio XI fece difendere con una risposta ferma alle proteste del regime fascista per questa scelta di immetterlo nella Biblioteca Vaticana”. Il presidente ha ricordato una lettera in cui De Gasperi scrive Luigi Sturzo il “suo lavoro alla biblioteca Vaticana e di come lo interpreta, di come lo vive in un periodo in cui non doveva, non poteva neppure scrivere con il suo nome”. “C’è un bel volume di quegli anni sui tempi e gli uomini che prepararono a Rerum Novarum che De Gasperi scrisse e pubblicò, ma non col suo nome, il nome di Mario Zanatta, nome inesistente”. La “sua presenza in quella biblioteca va ben oltre il lavoro che gli era stato affidato e consentito”, ha notato Mattarella, evidenziando che la biblioteca è “presidio di cultura, di studio e quindi di libertà”. Oltre all’“esprimere l’apprezzamento all’Ateneo, a quanto fa”, il Capo dello Stato ha voluto rivolgere “un ringraziamento per me consueto ma indispensabile a tutte le nostre Università per quanto fanno, per trasmettere cultura”.

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