Scadenza Trattato New Start: Rete italiana Pace e disarmo, “momento di estrema gravità e responsabilità. Siamo a 85 secondi dalla catastrofe. Mai così vicina”

La scadenza del Trattato New Start, prevista per domani, 5 febbraio, “rappresenta un momento di estrema gravità e responsabilità per la comunità internazionale”. È quanto afferma oggi Rete Italiana Pace e Disarmo in una nota. “Con la fine di questo accordo – prosegue il comunicato –, verrebbe meno l’ultimo strumento di controllo degli armamenti nucleari tra Stati Uniti e Federazione Russa, i due Paesi che da soli detengono circa l’87% delle armi nucleari esistenti al mondo, una quantità sufficiente a devastare il pianeta e soprattutto l’Umanità che ci vive molte volte”. Secondo la Federazione degli scienziati americani, la Russia possiede 5.459 testate nucleari e gli Stati Uniti 5.177. Nel 2024, secondo le elaborazioni della International Campaign to Abolish Nuclear Weapons, la Russia ha speso l’equivalente di 8,1 miliardi di dollari in armi nucleari e gli Stati Uniti 56,8 miliardi. La Rete ricorda che a causa del continuo aumento delle minacce nucleari, pochi giorni fa il “Bulletin of Atomic Scientist” ha portato il cosiddetto “Orologio dell’Apocalisse” (Doomsday Clock) a 85 secondi dalla catastrofe, mai così vicina da quando questo strumento di analisi è stato fondato a metà del XX secolo”.
La mobilitazione “Italia ripensaci” (promosso da Rete Pace Disarmo e Senzatomica – Fondazione Be The Hope) sottolinea come “il controllo degli armamenti non sia un fine in sé, ma un passaggio minimo e indispensabile per ridurre i rischi immediati e aprire la strada al vero obiettivo: il disarmo nucleare, inteso come riduzione irreversibile e verificabile delle testate e dei sistemi di lancio. Senza trasparenza, verifiche, ispezioni e meccanismi di fiducia reciproca, il rischio di escalation, incidenti e lanci accidentali aumenta in modo drammatico”. La fine del New Start invece rischia di “inaugurare una fase di totale assenza di limiti sul numero e sulle tipologie di armi nucleari dispiegabili, alimentando tensioni e una nuova corsa agli armamenti”. “La sua scomparsa non farebbe che aggravare un clima di sospetto che rende il mondo meno sicuro”.
La campagna “Italia ripensaci” chiede che “la scadenza del New Start non venga utilizzata come pretesto per accelerare una nuova corsa agli armamenti nucleari, ma come occasione per avviare immediatamente negoziati seri e ambiziosi per la denuclearizzazione, coinvolgendo progressivamente anche gli altri Stati dotati di armi nucleari. Nel frattempo, è essenziale che Stati Uniti e Russia si impegnino a rispettare le disposizioni del Trattato, in particolare quelle sulla verifica e sulle notifiche, per preservare un minimo di fiducia e guadagnare tempo per un accordo successivo, indipendentemente dal suo valore legale”. “Ribadiamo inoltre – prosegue la nota – che l’unico quadro realmente coerente con l’eliminazione delle armi nucleari è il Trattato sulla Proibizione delle armi nucleari (TPNW), già firmato o ratificato dalla maggioranza degli Stati del mondo. L’adesione a questo Trattato da parte di tutti i Paesi, inclusi quelli nuclearmente armati e i loro alleati, resta un passaggio imprescindibile per liberare l’umanità dalla minaccia nucleare”.
L’Italia, come Paese che si dice impegnato per la pace e la sicurezza internazionale, “non può restare in silenzio”. “È il momento di scegliere se accettare un futuro sempre più instabile e pericoloso, o lavorare con decisione per un mondo libero dalle armi nucleari. Italia ripensaci continuerà a chiedere che il nostro Paese stia dalla parte del disarmo, del diritto internazionale e della sicurezza umana, non della deterrenza nucleare”.

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