Parlamento Ue: ok a prestito di sostegno all’Ucraina. Restano fuori Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca

(Foto Parlamento europeo)

Il Parlamento europeo ha approvato oggi, per alzata di mano, la richiesta di accelerare l’iter legislativo relativo a un pacchetto finanziario dell’Ue a sostegno dell’Ucraina. La proposta prevede l’introduzione di un prestito da 90 miliardi di euro, finanziato tramite emissione di debito comune sui mercati dei capitali e garantito dal cosiddetto “margine di manovra” (headroom) del bilancio dell’Unione. Se adottato, questo nuovo strumento consentirebbe di fornire assistenza militare e sostegno al bilancio generale del governo di Kyiv, “nonché di rafforzare l’industria della difesa ucraina e favorire l’integrazione dell’Ucraina nella base industriale e tecnologica di difesa europea”, è stato spiegato a Strasburgo, dove è in corso la plenaria. Parallelamente, gli eurodeputati hanno deciso di accelerare anche l’esame di una proposta complementare di modifica dello Strumento per l’Ucraina (Ukraine Facility), che sarà anch’essa votata alla sessione di febbraio. Infine, il Parlamento ha approvato la procedura d’urgenza sulla decisione del Consiglio di applicare la procedura di cooperazione rafforzata al prestito, che “consentirebbe a 24 Stati membri (i 27 con l’esclusione di Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia) di concedere all’Ucraina il prestito sopra menzionato. Quest’ultima proposta sarà sottoposta al voto finale del Parlamento nella giornata di domani.
L’emiciclo ha poi adottato la propria posizione su una proposta di legge che mira a migliorare la disponibilità e l’approvvigionamento dei “medicinali critici” nell’Ue. Il relatore Tomislav Sokol (Croazia) ha dichiarato: “Abbiamo concordato oggi priorità chiare: il coordinamento delle scorte nazionali e di emergenza, il rafforzamento della competitività dell’industria farmaceutica dell’Ue e la lotta alle carenze di medicinali garantendone l’accessibilità e la disponibilità per i pazienti europei. Abbiamo inoltre stabilito un principio chiaro e forte per gli appalti pubblici: il prezzo non può più essere l’unico criterio per l’aggiudicazione dei contratti per i medicinali. La sicurezza dell’approvvigionamento, la resilienza delle catene di produzione e la capacità manifatturiera all’interno dell’Ue devono essere prese in considerazione. Questo approccio ‘Compra europeo’ garantisce che gli appalti pubblici sostengano fornitori affidabili, rafforzino la produzione di medicinali nell’Ue e contribuiscano alla sicurezza dell’approvvigionamento a lungo termine”.

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