(dall’inviato) “Una terra di promessa: incontro e dialogo con persone di speranza” è il tema dell’edizione 2026 dell’Holy Land Coordination, il Coordinamento internazionale delle Conferenze episcopali europee e nordamericane a sostegno della Chiesa di Terra Santa, apertasi oggi a Gerusalemme (fino al 22 gennaio). Vi partecipano 13 vescovi provenienti da diversi Paesi europei, oltre a Canada e Usa. Per l’Italia è presente il vescovo di Rimini, mons. Nicolò Anselmi. La giornata si è aperta con una visita di solidarietà alla piccola comunità beduina Mihtawish, della tribù Jahalin, composta da 14 villaggi e residente a est di Gerusalemme, nei pressi di Khan al-Ahmar, nella cosiddetta Area C della Cisgiordania, sotto pieno controllo civile e militare israeliano. I vescovi, guidati dalle suore comboniane che da anni sostengono la vita della comunità, hanno potuto conoscere direttamente, attraverso le testimonianze delle donne e degli uomini dei villaggi, le condizioni di vita segnate da povertà estrema, pressioni dei coloni e rischio costante di trasferimento forzato. Suor Lourdes Garcia è una delle due religiose che ogni giorno si reca nei 14 villaggi di Khan al-Ahmar: “Il nostro impegno – racconta al Sir – è teso a costruire relazioni di fiducia con queste famiglie, tutte musulmane. Cerchiamo di essere loro vicine, ascoltando le loro storie e rispondendo ai bisogni”. Tra questi vi è “l’apprendimento e l’alfabetizzazione dei bambini”: a tale scopo le suore sostengono cinque asili beduini, insegnando a leggere e scrivere e offrendo assistenza e un ambiente sicuro. Un altro ambito di missione è l’assistenza sanitaria e il supporto sociale: “Organizziamo programmi di emancipazione femminile in tutti i villaggi beduini, promuovendo dignità, resilienza e opportunità per le donne di diventare agenti di cambiamento all’interno delle loro comunità”, spiega suor Lourdes. Domani l’Holy Land Coordination sarà a Taybeh, villaggio palestinese cristiano della Cisgiordania, recentemente attaccato più volte dai coloni, dove in una scuola multireligiosa studiano insieme ragazzi cristiani e musulmani, realtà da tempo legata alla diocesi di Rimini.